Giustizia italiana costretta a fare i conti con gravi carenze di personale

Da tempo la giustizia italiana è costretta a fare i conti con gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari.

Da tempo la giustizia italiana è costretta a fare i conti con gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari. Ciò comporta pesanti ripercussioni sull’operato di magistrati, avvocati e di tutti gli altri operatori del diritto.

Della lentezza del nostro sistema giudiziario e delle carenze di risorse materiali ed umane si è parlato, lo scorso 26 gennaio, all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario al quale ha presenziato il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, attraverso i rappresentanti di tutte le
sue delegazioni.

Per il secondo anno consecutivo, dinanzi ai vertici delle istituzioni giudiziarie, il Ciag ha dato voce alle proprie istanze come già aveva fatto nel 2018, a soli tre mesi dalla sua costituzione, avvenuta il 21 ottobre 2017, a pochi giorni dalla conclusione del concorso per il profilo di assistente giudiziario indetto dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016.

Nel frattempo il Comitato si è imposto all’attenzione di esponenti delle forze politiche e sindacali, raccogliendo il sostegno dei vertici di istituzioni giudiziarie, presidenti di tribunali, Corti d’Appello e Consigli degli Ordini di Avvocati.

Nel corso di un anno è stato portato avanti un lavoro capillare fatto di incontri e confronti con numerosi interlocutori ma caratterizzato anche da una costante presenza sui canali social. Ad oggi il Comitato può contare su circa 2.000 iscritti e le adesioni continuano a
crescere.

L’obiettivo è sempre lo stesso e cioè lo scorrimento totale della graduatoria sul quale, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio e considerate le numerose carenzedi personale negli uffici giudiziari italiani, il Comitato chiede al Ministro Bonafede maggiore
chiarezza e tempistiche ragionevoli.

È un dato ormai oggettivo che la lentezza e l’efficacia della giustizia costituiscono parametri imprescindibili ai fini del giudizio sull’efficienza e sulla competitività di un Paese che sempre di più volge lo sguardo ai parametri di giustizia europei.

Nel 2016 il rapporto sulla giustizia nell’Unione pubblicato dalla Commissione Europea, bacchettava l’Italia per la lentezza del proprio sistema giudiziario specie per la lunghezza dei processi civili. Peggio di noi soltanto Malta e Cipro. Tra le cause anche i vuoti di organico nei Tribunali e nelle Corti d’Appello.

A quanto appena detto va aggiunto che la preoccupante insufficienza di personale ha determinato e determina tuttora evidenti disservizi all’interno delle Corti d’Appello, dei Tribunali e di tutti gli altri luoghi in cui vi è domanda di giustizia, mettendo a rischio lo
stesso decoro istituzionale che tali luoghi richiederebbero.

Procedere a nuove assunzioni diventa fondamentale anche alla luce della progressiva digitalizzazione della Giustizia. La mancata immissione di personale qualificato, giovane e motivato, provocherebbe la perdita di un’intera generazione di persone in grado di interagire con i sistemi digitali.

Tutto ciò non fa che accrescere ulteriormente il significato della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Non si è trattato soltanto di essere presenti nella quasi totalità delle Corti d’Appello del nostro Paese. Quest’anno, il Ciag ha rivendicato, con maggiore forza e determinazione, le proprie istanze e lo ha fatto dinanzi a platee composte dalle più alte cariche giuridiche, politiche ed istituzionali che conoscono l’attività e l’impegno del Comitato.

Dai vari interventi è emersa la necessità di assumere personale amministrativo per colmare le gravissime carenze presenti negli uffici giudiziari. L’assenza di nuove risorse e la mancata individuazione di nuove professionalità rendono la giustizia lenta e costosa.

Da tutte le Corti di Appello in cui erano presenti i delegati Ciag si è fatta menzione allo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, evidenziando come tale figura professionale meriti di essere ulteriormente valorizzata.

Finora, da una graduatoria di 4.915 persone sono state assunte 2.845 unità ma ci sono ancora 200 idonei che da mesi attendono il decreto di convocazione. Con la loro entrata in servizio le unità assunte saranno 3.045. Restano 1.860 persone.

La giustizia italiana non può più permettersi lungaggini processuali e carenze di personale, sia tra gli amministrativi che tra i magistrati.
Il nostro sistema giudiziario necessita, invece, di una riforma strutturale di tutto il comparto giustizia che tenga conto dell’importanza di politiche assunzionali mirate che prevedano l’inserimento di risorse esperte. In questo, ed anche in tutto il lavoro che ancora c’è da
fare, sta il senso della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

In una giornata intensa ed emozionante, ancora una volta, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è riuscito a dare prova di coesione e determinazione, consapevole che continuerà a mantenere viva l’attenzione sulle proprie istanze e sullo stato della giustizia
fino all’assunzione dell’ultimo idoneo.

Redazione

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