Il Congresso di Verona, cos’è e perché divide la politica italiana

In questi giorni si sta tenendo il congresso delle famiglie a Verona, rappresentazione pubblica ed internazionale che divide il governo.

Il congresso di Verona, il cui nome esatto è Congresso delle famiglie, si terrà dal giorno 29 al giorno 31 marzo a Verona, ed è la causa di uno dei più recenti contrasti all’interno del nuovo governo giallo verde. Sì, perché, sa da una parte la Lega lo promuove e se ne dimostra a favore, dall’altra parte i 5 stelle ne sono esattamente contrari, assieme ad altri partiti politici, ritenendolo un errore che ci fa ritornare direttamente nel Medioevo.

Cos’è il Congresso di Verona

A detta delle parole lette sul sito dell’iniziativa veneta, il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF) risulterebbe essere un evento pubblico internazionale il cui scopo è quello di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per celebrare e difendere la famiglia naturale, o tradizionale, messa recentemente in dubbio. Infatti, a detta del congresso sempre, essa è la sola unità stabile e fondamentale della società. Sicuramente, è stato un evento fortemente voluto dalla parte leghista del governo odierno, in particolare dal ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana. Il congresso arriva in Italia dopo essere stato a Budapest e Chisinau, e si tratta già della XIII edizione.

Movimento 5 stelle: “ E’ puro medioevo”

In modo omogeneo, i rappresentanti dei 5 stelle sono contrari a questa iniziativa e decidono pertanto di non esserci. Il primo a parlarne è il loro leader, ministro e vicepremier Luigi Di Maio. Nonostante l’altro vicepremier sia deciso ad esserci, in merito a ciò Luigi Di Maio dice soltanto che “Ognuno va agli eventi che vuole ma io a quegli eventi non ci vado. Questa è una decisione sua: io dico soltanto che chi si permette di dire che le donne devono stare in casa, come se fossero degli esseri inferiori, non appartiene assolutamente alla mia cerchia di amicizie e di frequentazioni». Continua su questa scia il sottosegretario agli Affari Regionali Stefano Buffagni , anche lui esponente dei 5 stelle : il sottosegretario non fa altro che confermare quanto detto da Di Maio dicendo che la loro idea di famiglia è totalmente diversa da quella presentata dal congresso, il quale vuole una donna dimessa, chiusa in casa e costrette a non lavorare. E, a detta sua, questa è una visione puramente di destra. Conclude col dire che per chi fa parte del Movimento 5 stelle, la donna deve essere emancipata, felice e indipendente e non tornare al Medioevo, ma fare un passo avanti.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.