Il Principe Carlo e il suo ruolo nello scandalo di Andrea

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28/11/2019

Il Principe Carlo del Galles ha avuto un ruolo centrale dopo lo scandalo che ha coinvolto suo fratello Andrea  

Il Principe Carlo e il suo ruolo nello scandalo di Andrea

Si torna a parlare del principe del Galles Carlo, l’eterno erede di casa Windsor. Secondo quanto emerge dal Mirror, l’erede al trono britannico avrebbe avuto un ruolo centrale dopo lo scandalo che ha coinvolto il fratello Andrea. Quest’ultimo, terzogenito di Elisabetta II (e suo prediletto) e Filippo d’Edimburgo, dopo la drammatica intervista da lui rilasciata si è ritirato dai suoi numerosi impegni della vita pubblica. Dietro questa scelta ci sarebbe lo zampino di Carlo, che con la madre, avrebbe architettato l’allontanamento del fratello. 

Il principe Carlo agisce nell’ombra

All’inizio i mezzi di comunicazione britannici hanno dato un ruolo fondamentale a Elisabetta ma sembra che le cose siano diverse. Infatti il principe di Galles è tornato in fretta e furia dal suo viaggio di Stato in Nuova Zelanda per stabilire le prossime mosse con il duca di York e della sua famiglia. Questo ovviamente evidenziava l’esclusione di Andrea dai suoi impegni pubblici. 

Fonti molto attendibili vicino alla corte inglese hanno riferito che lo scandalo che ha coinvolto il principe Andrea e Jeffrey Epstein ha fatto emergere che Carlo può ricoprire il ruolo di re dando la giusta importanza alla famiglia reale. Il duca non ha saputo uscire dall’impasse e difendersi dall’accusa di aver intrattenuto delle relazioni intime con una delle 17enni, vittime di Epstein. 


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Il ritiro (momentaneo) del duca Andrea

La regina Elisabetta e Carlo hanno dovuto prendere in mano l’intera situazione! Una serie di errori grossolani e l’incapacità di gestirli hanno messo alla berlina anche l’arzilla regina 93enne che tra un paio di anni dovrebbe ritirarsi ufficialmente dalla vita pubblica. Il trono, a questo punto, passerebbe automaticamente a Carlo. Ora però c’è da chiedersi quale sarà il ruolo di Andrea che,  anche se si è ritirato dai suoi impegni istituzionali non può certo accettare l’esilio permanente. I ben informati affermano che il suo farsi da parte è solo momentaneo.