“Il suicidio più bello del mondo” la misteriosa storia di Evelyn McHale

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29/06/2018

Evelyn McHale è la donna immortalata nella celebre foto del suicidio più bello del mondo. Il caso è ancora irrisolto.

“Il suicidio più bello del mondo” la misteriosa storia di Evelyn McHale

Strano parlare di un suicidio come il più bello del mondo, strano che la morte possa rendere belle ed eteree. Paradossalmente fu quello che accadde ad una giovane ragazza americana nel 1947. Il suo nome era Evelyn McHale e la sua storia è molto triste e molto strana. Dietro questo gesto inaspettato ed esagerato non si nasconde un vero e proprio motivo da poterlo giustificare. Una depressione nascosta a tutti i suoi famigliari per colpa dell’abbandono della madre? Un evento che ha scosso a tal punto la sua vita? Cosa indusse la bella e giovane Evelyn McHale a un gesto così?

Una normale giornata di maggio

Era il 1° maggio del 1947, era una data che avrebbe segnato per sempre la vita di una ragazza ma anche la storia della stampa. Siamo a New York, un giorno come tanti fatto di frenesia e di velocità che da sempre accompagna la città. In particolare, ci troviamo all’ Empire State Building, e all’improvviso si vede una sciarpa bianca cadere dall’alto per poi toccare il vuoto. Lo strano episodio fu poi seguito da un tonfo. Una Limousine Cadillac della Nazione Unite fu distrutta da un corpo elegantemente intatto e composto di una giovane fanciulla. Il suo nome era Evelyn McHale. La sua eleganza non solo dei vestiti, ma della compostezza fu immediatamente fotografata da un giovane fotografo il cui nome era Robert Wiles che riuscì nell’impresa non inciampando tra la folla. Quella foto sarà ricordata come Il suicidio più bello del mondo, grazie alla mancata sofferenza presente sulla faccia della donna, sostituita invece da un’espressione riposata.


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I momenti prima del suicidio

La donna che si era gettata dall’ 86° piano dell’Empire State Building aveva 23 anni, giovanissima quindi. Un detective che si occupò personalmente dell’accaduto, ritrovò il cappotto della giovane piegato sul parapetto, un kit per il trucco pieno di fotografie di famiglia ed un foglio dentro un portafogli nero. Il foglio scritto da Evelyn recitava: “Voglio che nessuno, della mia famiglia o meno, veda alcuna parte di me. Potete distruggere il mio corpo, cremandolo? Prego voi e la mia famiglia: non voglio alcun funerale o commemorazione. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo in Giugno. Starà molto meglio senza di me. Dite a mio padre che ho preso troppe tendenze da mia madre.”

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Chi era Evelyn McHale?

Nata nel 1923 in California, la giovane 23enne era la sesta di ben 7 figli. A causa del lavoro del padre, un impiegato di banca, la famiglia era costretta a fare molti spostamenti. La situazione degenera quando la madre, in preda dalla depressione, abbandona tutti e va via. Arrivò il divorzio dei suoi genitori, mentre la giovane Evelyn finì il liceo ed entrò nella Women’s Army Corps. L’esperienza, forse, non fu delle migliori dato che la ragazza, una volta finito il servizio, bruciò la divisa. Trovò lavoro a New York e qui incontrò un uomo dal nome Barry Rhodes. I due si innamorarono e decisero che si sarebbero sposati nel giugno del 1947. Prima di suicidarsi, la ragazza era stata dall’amato per festeggiate il suo compleanno a Easton, per poi prendere un treno e tornare a New York. Mai ci si sarebbe aspettato il suicidio di una giovane promessa sposa innamorata. Il caso è ancora irrisolto.


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