Ilde Terracciano, sposa a 12 anni di un boss della camorra, la storia che non conoscevamo

Ilde Terracciano è una bambina di 12 anni degli anni ’70 che sposa il suo pedofilo, un camorrista di 28 anni. Vivrà una vita piena di orrore, ma saprà risorgere.

Quella di Ilde Terracciano è una storia degli anni ’70. Una storia lontana dal nostro tempo, direte voi, ma allo stesso modo una storia molto vicina, e che comunque deve essere conosciuta. Perché, sì, anche questa è la camorra.

Ilde sposa all’età di 12 anni

Ilde sposa all’età di soli 12 anni un uomo di 28 anni. Siamo nei pressi di Ottaviano, durante il potere di Cutolo. Ilde perde il padre a soli 11 anni, ed è da quel momento in poi che la ragazzina inizia ad essere adocchiata dal 28enne. Dall’altra parte, la madre della piccola, l’unico genitore rimasto in vita di Ilde, non piange per molto la morte del marito: ne cerca uno nuovo per sé e anche per la figlia, ancora una bambina, addirittura, pensa di darla in sposa al suo stesso fratello. Ilda non sa che sarà costretta a vedere fare cose che i bambini della sua età non capiscono nemmeno; parliamo di stupri, della costrizione della piccola a vedere il marito avere rapporti sessuali con le prostitute, a starci con le stesse e a farsi picchiare.

Ilde Terracciano, una bambina costretta a crescere

All’età di 13 anni porta in grembo il suo futuro bambino, per la precisone siamo nell’anno 1971, resta incinta. Così, l’uomo che l’ha stuprata la sposa nel giorno del 21 ottobre nella chiesa di San Gennarello, ad Ottaviano. Inutile dire che, la piccola, con quel vestito bianco più ad assomigliare ad una sposa, sembra tanto una bambina alla sua prima comunione. Anche se quello che è stato commesso è un vero e proprio atto di pedofilia, il Sud tace e acconsente al matrimonio, addirittura avviene anche il beneplacito della Chiesa. La camorra fa paura anche a Dio.

Dopo la nascita del primogenito, segue l’arrivo di un altro bambino. Quando suo marito è in carcere, e Ilde, stanca di quella vita, cerca la madre, quest’ultima per togliersela da torno la fa internare in un manicomio. Un sospiro di sollievo, direte voi, ma non è così: i manicomi dell’epoca erano dei veri e propri centri dell’orrore. Quindi, la piccola donna, è costretta a fuggire e svolgere una vita da vera nomade, abitando presso le stazioni e rubando qualche spiccio per vivere, a soli 15 anni.

Ilde trova la forza di reagire

Eppure, Ilde prende coraggio, dentro di sé nasce un vortice di odio represso per quella madre che la vendette per 50 mila lire al suo futuro marito. Decide di ucciderla, sceglie il luogo, la data, l’ora, una pistola. Purtroppo per lei non ci riesce. Lascia stare il piano e trova un lavoro su cui concentrarsi, e magari dare sfogo anche a quella creatività che da bambina ha sempre dovuto soffocare. Con non poche difficoltà, riesce ad avere il diploma come parrucchiera professionale, diventa anche estetista e fa anche i tatoo. Diventa madre di altri tre figli, e il suo precedente matrimonio viene annullato dalla Sacra Rota, a cui segue anche una lettera del Papa.

Sembra essere arrivato il lieto fine, ma Ilde non vuole essere un fantasma, non vuole celare quegli anni bui e quindi decide di scrivere un libro che si chiama “Scappa a piedi nudi”, pubblicato nel 2016, all’età di 58 anni. Non è più una vittima, ma una testimone, una guerriera.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.