In Italia arriva il farmaco per la sclerosi multipla grave

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05/10/2018

In Italia arriva il farmaco per la sclerosi multipla grave

 

Grazie all’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco è disponibile nel nostro Paese l’ocrelizumab, un farmaco contro gravi forme di Sclerosi Multipla. Il medicinale, un anticorpo monoclonale, può ridurre sensibilmente le lesioni infiammatorie, rallentare la malattia e abbattere il rischio di recidiva.

Cosa c’è da sapere

In particolare, il farmaco tratterebbe due gravi forme di Sclerosi Multipla nei pazienti adulti, quella recidivante (SMR) e quella primariamente progressiva (SMPP). Parliamo dell’ocrelizumab, il principio attivo del farmaco commerciale “Ocrevus” messo a punto dalla casa farmaceutica Hoffmann-La Roche Genentech. Esso riesce a ridurre significativamente le lesioni infiammatorie e a ritardare di diversi anni l’aggravamento della patologia autoimmune, con un impatto senza precedenti sulla disabilità dei pazienti. Essendo altamente specifico, inoltre, è in grado di preservare funzionalità importanti del sistema immunitario.Sedia-a-rotelle-sclerosi

Cos’è la sclerosi multipla

La Sclerosi Multipla (SM) colpisce oltre 110mila italiani con circa 400 nuovi casi ogni anno. E’ una patologia autoimmune del sistema nervoso, provocata da cellule del sistema immunitario “impazzite” che aggrediscono la guaina mielinica che ricopre gli assoni, le fibre che connettono i neuroni e consentono il passaggio dei segnali elettrici. Le principali conseguenze sono disabilità fisica e cognitiva di varia gravità nei pazienti che colpisce persone dai  20 ai 40 anni. Sebbene  non esista ancora una cura, il nuovo farmaco, che è incluso in classe H ed è dunque completamente a carico del Sistema Sanitario Nazionale (solo in ambito ospedaliero), ha dimostrato di offrire concreti benefici sin dalle fasi precoci della malattia. Può essere usato con successo anche per trattare la forma più diffusa della Sclerosi Multipla.


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La dinamica del farmaco

Si tratta un anticorpo monoclonale anti CD20 che colpisce le cellule B del sistema immunitario e non i linfociti T, come avviene nella maggior parte delle terapie sperimentali testate fino ad oggi. Rallenta la progressione della patologia in modo sostanziale rispetto ad altri farmaci come l’interferone, inoltre abbatte il rischio di recidiva. A differenza di altre terapie, inoltre, l’ocrelizumab viene somministrato per via endovenosa ogni sei mesi, un approccio decisamente meno invasivo e impegnativo rispetto ai trattamenti quotidiani di altre terapie.sclerosi-696×392