Indennità di malattia INPS, diritti e doveri del lavoratore: richiesta e come funziona

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
30/03/2023

Indennità di malattia INPS, diritti e doveri del lavoratore: richiesta e come funziona

Malattia dipendenti, quando occorre inviare il certificato medico, quali sono i doveri del lavoratore, gli orari di reperibilità, come funziona la visita fiscale e quando si rischia di perdere lo stipendio? Ecco alcune informazioni utili per conoscere i propri diritti in caso di controlli da parte di INPS e del datore di lavoro.

Indennità di malattia, come richiederla

Il lavoratore dipendente che si deve assentare per ragioni di salute, più o meno gravi, ha la possibilità di sfruttare alcuni periodi che verranno indennizzati in parte dal datore di lavoro ed in parte dall’INPS. Sia nel settore privato che nel pubblico la certificazione va inviata tramite un certificato del medico di famiglia ed un attestato nel quale si riportano i giorni che occorrono per la guarigione.

L’attestato andrà inviato all’azienda presso la quale si lavora, anche attraverso mail o messaggio che riporta il numero di protocollo. Mentre il certificato medico nel quale c’è anche la diagnosi, va trasmesso telematicamente a INPS dal medico curante. Per un contratto a tempo indeterminato il massimo fruibile è di 180 giorni, sei mesi in un anno solare. Il trattamento economico è stabilito in questo modo nel settore privato:


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  • Al 50% dello stipendio medio entro i primi 20 giorni
  • Al 66,66% dello stipendio oltre il 21esimo giorno continuativo, ma anche nei casi di rinnovo per ricaduta

Quali sono gli orari di reperibilità in caso di malattia?

Il lavoratore che si mette in malattia deve rispettare alcune regole, principalmente quelle sulla reperibilità per una eventuale visita di controllo da INPS. Importante quindi indicare l’indirizzo corretto nel certificato. In caso di trasferimento temporaneo di domicilio quindi, bisogna comunicarlo sia all’INPS che al datore di lavoro. In caso di malattia vengono anche sospesi i permessi utilizzabili per Legge 104, in quanto lo stato non è compatibile con l’assistenza a familiari disabili.

Per quanto riguarda gli orari durante i quali il dipendente deve farsi trovare in casa sono differenziati a fasce. Per i privati: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 di tutti i giorni, 7 su 7.  Comprese le domeniche, le festività nazionali e gli eventuali giorni di riposo previsti dal contratto di ogni singolo lavoratore.

Per i lavoratori della pubblica amministrazione le fasce previste sono: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, sempre tutti i giorni. I soggetti in malattia quindi non devono risultare assenti, altrimenti c’è il rischio che il certificato decada con l’applicazione di sanzioni ed il recupero dei giorni indennizzati.

Controlli malattia, come funziona la visita fiscale INPS

Quando il lavoratore è in malattia può essere necessario eseguire un controllo fiscale sull’effettivo stato di salute dichiarato. In questo caso scatta la visita del medico INPS che può essere inviata a discrezione dell’istituto di previdenza o anche dal datore di lavoro a pagamento.

Lo scopo di queste visite è verificare che la diagnosi certificata sia corretta, che non sussistano frodi come ad esempio quando un dipendente mentre è in malattia si dedica ad altre attività lavorative, e infine quello di confermare i giorni previsti. L’INPS infatti, in seguito al controllo, potrà anche dichiarare che il malato può tornare al lavoro prima del tempo stabilito dal medico curante. Questi accertamenti avvengono a sorpresa, senza preavviso e possono ripresentarsi anche più volte nel corso della giornata.


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Malattia lavoro, quando scatta l’esonero dai controlli

Quando un lavoratore in malattia può essere esonerato dal controllo fiscale? Le eccezioni esistono ma vanno tutte documentate accuratamente. Queste riguardano principalmente le cause non attribuibili alla volontà del soggetto, come:

  • Gravi ed urgenti situazioni familiari che hanno reso necessaria la presenza del malato
  • Visite, accertamenti diagnostici riconducibili alla malattia (da provare con certificato della struttura clinica)
  • Patologie che richiedono terapie salvavita
  • Ritiro referti
  • Acquisto farmaci

Quando si risulta assenti senza gustificazione, il medico INPS lascerà un avviso nella cassetta della posta che invita a presentarsi in ambulatorio. Se il lavoratore non può provare una di queste cause di irreperibilità ammesse, scatta la decurtazione in busta paga della retribuzione prevista. Del 100% nei primi 20 giorni e del 50% per i successivi. Più eventuali azioni legali e sanzioni applicate dal datore di lavoro e dall’istituto previdenziale quando si sospetta una frode.

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