Intossicazione alimentare al ristorante: quando richiedere il risarcimento

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22/02/2020

Un morso a un boccone e finisci in ospedale, per intossicazione alimentare (cibo avariato o scaduto). Chi paga in questi casi? Come vengono tutelati i diritti dei clienti?

Intossicazione alimentare al ristorante: quando richiedere il risarcimento

Intossicazione alimentare al ristorante, non vi proponiamo la scena di un vecchio film, ma si tratta di storie di vita comune tratte da una semplice serata a lume di candela in un ristorante, oppure, un pranzo con parenti o amici, tutte dal medesimo finale, ossia all’ospedale per avvelenamento alimentare. Nel caso in cui dopo un pranzo nuziale o una festa, 50 persone finiscono in ospedale, di certo non è per l’ultimo brindisi. Ma, di sicuro il cuoco avrà saltato l’ultima puntata di Masterchef.

In questi casi, come viene tutelato il cliente? Il cliente che va a mangiare al ristorante non si aspetta di finire all’ospedale con dolori addominali tremendi. Nel caso d’ingestione di un “prodotto difettoso”, deve essere risarcito del danno subito, così come stabilito nel Codice del consumo.

Intossicazione alimentare: quali sono le responsabilità del ristoratore?

Il ristoratore che si appresta a preparare un pranzo, nel momento di serve la pietanza al cliente, deve tener presente di essere responsabile in prima persona in due modi, quali:

  • la responsabilità contrattuale, che deriva dal contratto stipulato nel momento della commissione del ricevimento o dalla comanda nel momento dell’ordine al tavolo del ristorante;
  • la responsabilità extracontrattuale, che deriva dalla conseguenza di fatto illecito, doloso o colposo, dal quale deriva un danno ingiusto ad altri soggetti, così come stabilito nell’art. 2043 del c.c.


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In termini di risarcimento danno, entrambe le parti (ristoratore e cliente) devono comprovare l’onere della prova, dalla quale il giudice evince la colpevolezza di una delle parti.

Intossicazione alimentare: cosa sapere

Nel momento in cui ci si appresta a ordinare una portata in un ristorante si sta concludendo un contratto con il ristoratore. Infatti, il ristoratore nell’istante dell’ordine della “comanda”, si assume la responsabilità di portare a tavola prodotti alimentari che siano conformi a quanto indicato nel menù, in osservanza del Dlgs. n. 206/2005, e né assicura la qualità, così come disposto dall’articolo 129 del Codice del consumo.

Quando il cliente può richiedere la riduzione o la risoluzione del contratto?

Nel caso in cui il ristoratore serva delle portate mediocri, scadenti o non conformi al menù, come ad esempio:

  • nel caso in cui il sugo ordinato non corrisponda all’indicazione del menù, sia diverso da quello richiesto o addirittura sia di qualità inferiore;
  • nel caso in cui  la carne ordinata abbia un odore infido;
  • se il ristoratore non ha rispettato la cottura del pesce, ossia servi del pesce crudo, (molto pericoloso per la salute), e non avete richiesto nell’ordinazione del sushi.

In uno di questi esempi il cliente può reclamare come diritto assoluto la sostituzione della portata, inoltre può richiedere la riduzione del prezzo, o richiedere l’immediata risoluzione del contratto.

Intossicazione alimentare al ristorante: il risarcimento per prodotto difettoso

È palese che se dopo aver cenato o pranzato in un ristorante, vi sentite male e non parliamo di normali dolori gastrici, è necessario essere accompagnati al pronto soccorso. È ovvio che se sono più di 50 persone ricoverate tutte allo stesso momento, i conti son belli e fatti. Ma ciò non vuol dire che necessitano un gruppo di persone per dimostrare di aver mangiato cibo avariato. Dopo aver ricevuto le cure mediche è necessario richiedere il referto medico, con questa prova è possibile sporgere denuncia.


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Solo dalla denuncia, si attivano le Forze dell’ordine che eseguiranno dei controlli specifici all’interno del ristorante. Il ristoratore in sede di controllo dovrà esibire tutta la documentazione che attesti l’uso di prodotti conformi e di qualità.

Intossicazione alimentare: quali documenti esibire per il risarcimento?

In presenza di un’intossicazione alimentare il cliente deve essere risarcito del danno subito, così come stabilito nel Codice del consumo, nel quale classifica il prodotto alimentare mediocre, insufficiente o di scarsa qualità, avariato, marcio o non conservato nel modo corretto, come un “prodotto difettoso.”

Il cliente per poter richiedere i danni deve esibire una serie di documenti, tra cui:

  • dimostrare con prova che il ristoratore ha servito degli alimenti difettosi;
  • esibire il referto medico, riportante la diagnosi precisa e l’indicazione della prognosi;
  • la correlazione tra il danno che il cliente ha subito e la cena/pranzo servita dal ristoratore.