La cucina veg arriva nelle scuole e nelle mense

Stando ad una ricerca Mintel che ha analizzato i mercati internazionali tra luglio 2017 e giugno 2018, tra tutti gli alimentari e le bevande lanciati sui mercati, ben l’11% erano vegetariani e il 5% vegani, quest’ultimi sono quasi triplicati negli ultimi cinque anni con una crescita del +175%. A partire dal 2002,in Italia, il numero di vegetariani e vegani è raddoppiato, passando da 3 a 6 milioni. Secondo il Rapporto Eurispes 2018, in Italia il 6,2% del campione analizzato si dichiara vegetariano, valore in crescita rispetto alla rilevazione del 2017 di 1,6 punti percentuali (erano il 6,5 per cento nel 2014; il 5,7 per cento nel 2015; il 7 per cento nel 2016 e il 4,6 per cento nel 2017).

L’alimentazione veg ha un d.d.l.

A favore dell’alimentazione veg è stato realizzato un d.d.l. recante “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana” d’iniziativa della senatrice Gabriella Giammanco , presentato nei mesi scorsi. Il testo recita le seguenti parole:

“Scegliere l’alimentazione vegetariana o vegana – si legge nella relazione introduttiva – rappresenta un importante passo per bandire dalla nostra vita la violenza verso miliardi di animali e verso l’ecosistema”.

Nonostante molti consumatori abbiano deciso di bandire dalla propria tavola gli alimenti di derivazione animale, nel rispetto non solo dei diritti degli animali, ma anche di protezione e tutela dell’ambiente, “le persone che abbracciano questo tipo di scelta, in particolar modo i vegani, incontrano molte difficoltà quando mangiano fuori casa e in particolare nelle mense”.

Per la senatrice Giammarco, le difficoltà che incontrano coloro che seguono una dieta veg nel trovare pasti completi senza carne, pesce o ingredienti di origine animale, contrastano con i princìpi di uguaglianza sanciti nella Costituzione, secondo cui lo Stato e la pubblica amministrazione devono garantire un medesimo trattamento a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, dalla religione e da ogni diverso tipo di orientamento.

8 articoli a favore dell’alimentazione veg

Il d.d.l. si compone di 8 articoli che si occupano di illustrare le finalità della legge, di definire i termini “vegetariano e vegano”, ma anche di individuare i luoghi che devono sempre assicurare l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e vegana.

Si intenderebbe “vegetariana” l’alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dall’uccisione di animali, mentre per “vegana” quella che esclude, oltre agli alimenti indicati in precedenza, anche latte e suoi derivati, uova, miele e qualsiasi altro alimentodi origine animale.

Menù veg nelle scuole e nelle mense

In particolare, l’articolo 3 elenca una serie di luoghi nei quali dovrà essere sempre assicurata e pubblicizzata l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e di una vegana nel menù convenzionale. Tali luoghi sarebbero: mense pubbliche, convenzionate, private o che svolgono in qualsiasi modo servizio pubblico; mense che svolgono servizio per le scuole di qualsiasi ordine e grado, compresi gli asili nido; mense universitarie; luoghi in cui i lavoratori consumano i propri pasti a causa dell’impossibilità di fare rientro per il pasto al proprio domicilio, quali bar e ristoranti convenzionati con i luoghi di lavoro.

Cucina veg negli istituti alberghieri

Il d.d.l. prevede anche che nei programmi di cucina veg didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi.Inoltre, gli studenti contrari alla violenza sugli esseri viventi potranno essere autorizzati dalle competenti autorità scolastiche ad essere esentati dalle lezioni didattiche pratiche su alimenti di origine animale.

Le multe fino a 18mila euro per chi non prevede il menù veg

In caso di violazioni delle disposizioni del d.d.l., oltre a una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro, il trasgressore potrebbe vedersi sospesa la licenza di esercizio per la durata di trenta giorni lavorativi.In caso di recidiva, la sanzione amministrativa pecuniaria sarebbe aumentata di un terzo e la licenza di esercizio revocata.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.