Le coppie arcobaleno non esistono? Netflix e il cinema sbugiardano la ridicola affermazione

In questo clima politico e civile ancora intollerante alle unioni civili delle coppie dello stesso sesso (o queer) stiamo assistendo a piccoli passettini “pro arcobaleno” che denotano un cambiamento ormai non disposto più a tornare indietro. Sulla scia dell’ondata dei lontani primi moti di Stonewall newyorkesi (28 giugno – 1 luglio 1969) infatti, in questo stesso periodo, forse più degli altri anni, nel nostro “Bel Paese” abbiamo assistito e stiamo assistendo ad una forte rivendicazione di “ORGOGLIO” e di diritti della comunità LGBTQIA (Lesbiche, Gay, Bisexual,Transexual, Queer, Intersexual, Asexual) su numerosi fronti, in risposta anche al panorama politico in cui non si respira esattamente un’aria gay friendly. Una delle tante risposte , è stata l’iniziativa di Netflix a Milano, che in occasione del Pride replica le frasi affermate da qualcuno di recente: “le famiglie arcobaleno non esistono”, diffondendo per la città numerosi cartelloni pubblicitari che ritraevano la stessa frase in tono provocatorio, e oserei dire canzonatorio, poiché riferite alle coppie arcobaleno più amate delle serie tv. Il risultato è stato un voluto ed efficace effetto paradosso, che dimostra l’assurdità nel negare tale realtà.

Ma Netflix non è il solo, perché l’onda del pride arriva anche nel nostro palinsesto televisivo in prima serata, con numerosi film a tema in programmazione, in prima visione, tra cui  appunto “Stonewall”  che rievoca la nascita del primo movimento in assoluto di liberazione gay, diventato poi il moderno “Gay Pride” assumendo quasi i toni di un film documentario ponendo l’accento anche sulla vita di protagonisti  realmente esistiti. Palinsesto sostenuto e guidato  anche da alcune parentesi infrafilm della produzione di Cielo “Pronto Cirinnà” una parentesi televisiva in cui la senatrice del PD Monica Cirinnà risponde direttamente ai messaggi di una segreteria in cui gli utenti lasciano messaggi e pongono domande a tema unioni civili.

Nel frattempo l’onda del Pride continua ad avvolgere le strade delle grandi città ma anche delle province italiane più piccole, se ne contano tra le trenta o più manifestazioni e sfilate che si susseguono da maggio e continueranno  con le loro scie di  colori ,musica e orgoglio fino a settembre. Orgoglio che rivendica la libertà di vivere i propri sentimenti, e “IL” sentimento, che non può e non deve essere ignorato, perché nessuno dovrebbe provare vergogna nell’amare qualcuno, perché l’Amore  va protetto in ogni sua forma, ma non “nascosto sotto un mantello” perché è necessario che chi passa deve vederlo.

Qui di seguito una foto del Pride di Siena che ritrae gente che ama ma che non esiste.