Legge 104, permessi e agevolazioni, chi controlla?

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25/10/2018

Chi usufruisce dei permessi retribuiti in base alla legge 104, e non svolge in quei giorni assistenza al proprio caro disabile può incorrere in un illecito penale. Facciamo chiarezza

Legge 104, permessi e agevolazioni, chi controlla?

Chi usufruisce dei permessi retribuiti in base alla legge 104 non può in quei giorni svolgere attività riguardante la propria vita privata in esclusiva, come ad esempio una gita o andare al mare in quanto è perseguito per un reato penale. Questa condotta e scorretta nei confronti del datore di lavoro e nei confronti dello Stato, in quanto compie una truffa nei riguardi dell’Inps che corrisponde, a chi approfitta della legge 104, una somma a cui non ha diritto per finalità perseguite.

Legge 104: cosa deve fare il lavoratore

Un lavoratore che chiede un permesso retribuito perché ha diritto alla legge 104, può essere controllato. Questo avviene quando è un soggetto a rischio cioè che già si è sospetti per il suo comportamento scorretto o perché ha già avuto comportamenti recidivi. I controlli vengono effettuati potenzialmente per chi abusa della legge 104, dal datore di lavoro o dall’INPS. Il datore di lavoro può rivolgersi a un’agenzia privata per documentare il comportamento scorretto del lavoratore. Dobbiamo tener presente, però, che il lavoratore nelle 24 ore di permesso non è costretto a badare per l’intera giornata al disabile, se questa attività di caregiving e assistenza non avviene proprio è lì che c’è un comportamento scorretto. Il lavoratore durante il giorno di permesso può anche svolgere attività personali ma deve svolgere soprattutto attività di assistenza al disabile, non può quindi andare al mare o in gita o all’estero trascurando così il principio chiave stabilito per la legge 104 che alla base dei permessi retribuiti.


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legge 104

Legge104: Chi controlla

I controlli possono essere quindi effettuati sia dal datore di lavoro sia dall’INPS. Il datore di lavoro si può affidare ad un’agenzia investigativa per documentare l’illecito e poi fare a magari denuncia ai Carabinieri che avvieranno il procedimento penale sul lavoratore.

Il lavoratore violando quanto stabilito dalla legge 104 e approfittando quindi dei suoi diritti commette un reato penale, che può essere perseguito. Anche un collega può, se è testimone di un comportamento illecito del lavoratore assente per permesso retribuito 104, denunciare il fatto alle forze dell’ordine. La segnalazione è sufficiente al fine che la notizia si sia resa nota alla Procura della Repubblica chiamata ad avviare eventuali indagini. L’altro controllore è l’INPS che può controllare l’assenza del lavoratore e la sua negligenza nell’attività di caregiving e quindi segnalare ciò alla Procura della Repubblica che dovrà avviare le indagini nel caso e valutare la esistenza di un illecito penale.

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