L’eredità della decorazione parietale antica

-
24/04/2018

Evoluzione di una tecnica: dalle impronte delle mani alla Wallpaper.

L’eredità della decorazione parietale antica

La filosofia estetica delle stampe decorate contemporanee da applicare alle pareti, le ormai conosciute Wallpapers, è presente già nel periodo preistorico quando i primitivi espressero la volontà di lasciare le impronte delle proprie mani sulle superfici verticali. Analogamente il gusto artistico di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Ottaviano Augusto, manifestato all’interno della sua casa a Prima Porta  nel I secolo d.C., si ritrova nelle abitazioni dell’anno 2018.

Carta da parati: stampe decorate da applicare alle pareti

Questa coerenza temporale ha la sua origine nelle prime pitture murali che risalgono all’inizio del Paleolitico superiore, circa 30.000 anni a.C. e recentemente è stata scoperta la decorazione rupestre più antica, quella del disco nella grotta di El Castillo, risalente ad almeno 40.800 anni. Mantenendo quindi il medesimo supporto, ovvero la parete, l’eredità delle pitture arcaiche si riflettono in queste formidabili carte da parati che appaiono come veri e propri dipinti trovando collocazione  nelle più svariate location. Immediatamente procurano nell’immaginario, la presenza appena svanita dell’artista che riprende con sé, i suoi strumenti di lavoro. Ciò fino a quando si accorciano le distanze tra l’osservatore e il disegno, momento durante il quale vola via l’anima dell’improbabile esecutore, artefice dell’impeccabile pittura sul muro posta dinanzi agli occhi. Nella convinzione che comunque ogni forma d’arte resa attraverso le più svariate tecniche esecutive porta con se e dona la passione della sua creazione, e affinchè le sia concessa la meritata dignità, è necessario che questa forma sia conosciuta attraverso la sua storia, ancor più se vissuta quotidianamente.


Leggi anche: Cassa integrazione COVID Ristori Bis: come funziona la proroga e quanto dura, ecco le prime istruzioni Inps

Incisioni rupestri all'interno della Cueva de las Manos nella        esempio di decorazione con Wallpaper

Incisioni rupestri all’interno della Cueva de las Manos nella valle del fiume Pinturas, in Argentina; accanto,  un esempio di decorazione con Wallpaper

Wallpapers: ecco cosa sono le “tappezzerie”

Le Wallpapers, tradotto letteralmente, “tappezzerie” sono superfici cartacee sulle quali viene stampata una decorazione per  poi essere applicate direttamente sulle pareti, come appunto carta da parati, per mezzo di collanti. In alcuni casi, per imitare l’opera antica, in particolare l’affresco, si imprimono i colori per mezzo di appositi macchinari direttamente su una sottile preparazione di intonaco industriale, dando la possibilità al colore di penetrare nella materia fresca per poi, una volta asciutto, essere collocato sulla parete. La pittura sulle rocce dell’età primordiale, veniva  invece applicata direttamente sulla superficie senza preventivo trattamento. Solo successivamente, durante il periodo neolitico, si assiste ad un primo aggiornamento della tecnica, con l’introduzione di un intonaco e questo, particolarmente quando la rappresentazione del “dipinto” sarà associata all’architettura. Ciò è documentato inizialmente in Egitto per coinvolgere in seguito anche le culture dell’Asia e dell’America pre-ispanica. L’atto del  dipingere le pareti viene ancora definito in questo periodo “tecnica del dipingere sul muro” e solo più tardi in epoca ellenistica e romana si potrà parlare di affresco e cioè, come accennato, di una pittura eseguita sull’intonaco ancora fresco di una parete, in modo che il colore ne venga totalmente incorporato. L’adozione della nuova tecnica è attestata in Etruria, intorno al IV sec. a.C., anche se verrà adottato un tipo di intonaco arcaico che sarà poi perfezionato nel periodo ellenistico e ancor più in quello romano. Sulle grandi tappe storiche della tipologia di decorazione parietale, si può far riferimento al testo di Mora e Philipot, “La conservazione delle pitture murali”, editrice Compositori, che contiene anche una esaustiva bibliografia sugli argomenti trattati. Successivamente mutano le esigenze stilistiche ed ideologiche delle abitazioni romane, che volevano gli intonaci murali dipinti e levigati, per donare un carattere irreale e immaginario dello spazio e abolire la realtà plastica della parete. Questa introduzione fu però esemplificata durante il Basso Impero per questioni estetiche: a questo effetto di trasparenza si voleva sostituire una trama cromatica che donasse una spazialità diversa attraverso l’integrazione delle figure e dello sfondo.


Potrebbe interessarti: Casa in donazione, dopo quanti anni si può vendere?

Affresco nel gotico e l’introduzione dell’olio

La persistenza della tecnica dell’affresco toccherà anche la pittura gotica, ma sarà con il XIV secolo che si avranno dei cambiamenti al fine di favorire un rinnovamento delle nuove ricerche di spazialità, che però erano meglio rese con la miniatura e la pittura su tavola. Appaiono inoltre verso la metà del 1400, le cornici decorate, per la cui esecuzione si adotteranno, per la prima volta, stampi, per ripetere il disegno di un ornamento. Prima della fine del XV secolo però apparvero i primi segnali di una crisi dell’affresco che non permetteva di realizzare le sfumature del modellato indispensabili allo “sfumato” e la ricca gamma di densità. L’utilizzo dell’olio si apprezzava sempre di più. Nasce così verso la metà del XVI secolo  il gusto della pittura a olio su pietra, che meglio permetteva di raggiungere l’obiettivo: creare attraverso la pittura una forma più vibrante e atmosferica a cui la tecnica barocca troverà poi soluzione. La crisi dell’arte europea alla fine del Barocco, segnerà un momento di stallo dell’affresco e della pittura murale in generale. L’impasse verrà superata  mostrando un gusto tutto nuovo, che prediligeva una decorazione che aboliva il piano parietale, al punto di trasformare l’interno, in un esterno artefatto. Si ricerca un’atmosfera più intima in contrasto con i  materiali  e le superfici “ruvide” dell’affresco, il quale mantiene la sua continuità nel XIX secolo, ma soltanto nella pittura popolare. Oltretutto l’uso dei tessuti e della carta dipinta proprio dall’epoca romantica, diventerà la tecnica per eccellenza di decorazione murale di case private. Il tentativo dei nostalgici, con la scommessa di riprendere la tecnica antica, cioè l’affresco, e di darle a tutti i costi quella pittura d’atmosfera, piena di modulazione infinita di temi, finisce con l’inibire la spontaneità dell’espressione. L’Art Nouveau del XX secolo porterà alla scomparsa dell’esperienza artigianale e anche la giovane scuola nazionale messicana del 1923 nonostante gli sforzi, abbandonerà, insieme alla più giovane generazione dei “muralistas”, quest’ultimo strascico di tradizione adottando oltretutto materiali sintetici commerciali. D’altronde la rivoluzione dell’arte moderna soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, “ha fatto esplodere la nozione tradizionale di tecnica, come “disciplina isolabile dalla creazione”: l’attenzione dell’artista sull’atto corrisponderebbe al suo mancato interesse per l’oggetto. Questo concetto oggigiorno, sembra aver quindi applicazione e conferma nell’adozione delle Wallpapers, dove è presente un “inesistente atto del dipingere”, che però riacquista la sua dignità grazie a colui che comincia il viaggio della personalizzazione decidendo sulla sorte della decorazione parietale in stampa, relativamente alla collocazione e al tema. In questo modo creerà nel suo nido uno spazio dove star bene, così come fu evidentemente anche per Livia Drusilla.