Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
26/11/2023

Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Licenziamento durante il periodo di malattia INPS, è possibile? Come si deve comportare il dipendente che chiede il periodo di riposo, quanto tempo spetta al massimo e quali sono le regole da seguire per evitare problemi? Vediamo come funziona e cosa dice la legge in merito.

Licenziamento durante la malattia, quando è possibile?

L’indennità di malattia è una forma previdenziale ed economica prevista dalla legge per tutelare i lavoratori dipendenti in caso di problemi di salute. Per periodi più o meno lunghi infatti è possibile, certificando sempre il problema tramite un medico, ricorrere a giorni di assenza. Anche prolungati e rinnovabili che verranno regolarmente pagati dall’azienda. Ci sono però alcune regole e limiti da rispettare. Altrimenti si può rischiare una sanzione che va dal richiamo disciplinare al mancato pagamento fino al licenziamento.

Infatti, anche in caso di malattia i doveri del lavoratore devono essere rispettati. Oltre all’obbligo di presenza durante le visite che eventualmente Inps o il datore di lavoro stesso possono effettuare, c’è anche quello di non superare un periodo massimo. Trascorso tale lasso di tempo che è regolamentato dai vari CCNL ma generalmente è tra i 3 ed i 6 mesi a seconda dell’anzianità e dell’inquadramento, si può licenziare.

Lo stesso provvedimento può essere adottato ad esempio quando la ditta chiude e quindi a quel punto la tutela del lavoratore in malattia decade. Ma anche per effetto di violazioni al corretto comportamento. Come ad esempio può accedere per dipendenti che vengono scoperti a fingere una malattia per avere tempo libero per svolgere altre attività personali o lavorative.

Come funziona la richiesta dei giorni di malattia INPS

La richiesta dei giorni di malattia INPS va sempre corredata da un certificato prodotto dal medico curante. Questo documento, anche se non riporta la diagnosi nella copia per il datore di lavoro, è di fondamentale importanza per l’ente previdenziale.


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Va infatti trasmesso a tutti e due i soggetti e occorre prestare attenzione alla reperibilità non solo per le fasce orarie durante le quali è obbligatorio farsi trovare a casa in caso di visita fiscale ma anche per il domicilio esatto da inserire per i controlli, se non dovesse corrispondere a quello di residenza di cui l’azienda è a conoscenza.

Come viene pagata l’indennità di malattia

La malattia è una indennità che viene pagata in parte dal datore di lavoro ed in parte dall’Inps. In genere i primi tre giorni sono a carico dell’azienda ed i restanti dell’ente di previdenza, che in base al periodo più o meno prolungato stabilisce una percentuale di trattamento. Solitamente funziona in questo modo:

  • Al 50% della retribuzione per i primi 20 giorni (a partire dal quarto)
  • Al 66,66% dal 21esimo giorno in poi, o nel caso di continuazione per ricaduta della stessa patologia

Licenziamento per malattia: che succede se si supera il limite massimo di assenza

Come abbiamo detto, il lavoratore deve stare attento a non superare il periodo massimo concesso periodo massimo concesso per legge di assenza per malattia, perché trascorso questo tempo, che oltre ai limiti generici può essere stabilito dal contratto in forma individuale, l’azienda ha la facoltà di licenziare il dipendente.

La tutela resta fino all’ultimo giorno previsto, ma una volta che scatta il periodo successivo si può andare incontro alla perdita del posto di lavoro. Si chiama periodo di comparto e regolamenta sia da una parte il diritto dei lavoratori alla conservazione del regolare rapporto, sia però dall’altra il datore di lavoro che può decidere di dover sostituire il personale per esigenze di produzione.

Quindi è legale recedere dal contratto se l’assenza si prolunga oltre il tempo massimo per giustificati motivi oggettivi. Tuttavia, per casi particolari e patologie gravi, il lavoratore può stringere accordi personalizzati con l’azienda e richiedere periodi superiori se necessario, anche se non coperti da stipendio e indennità Inps ottenendo ad esempio l’aspettativa non retribuita.

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