Lo stipendio su una carta prepagata è possibile, ecco come

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19/09/2018

Dal 1 luglio 2018 non è più possibile ricevere lo stipendio in contati; per chi non è a favore del conto corrente, può sempre utilizzare una carta prepagata.

Lo stipendio su una carta prepagata è possibile, ecco come

Dato che dal 1 luglio 2018 non è più possibile pagare in contanti la retribuzione, sperando di evitare lavori in nero,  è necessario aprire un conto corrente. Molti, però, non se la sentono perché lo ritengono troppo costoso, oppure perché con questi hacker in giro, si può anche finire di essere derubati online senza saperlo. Una via di mezzo c’è e si chiama carta prepagata che può essere offerta da una banca, oppure da Poste Italiane e può anche non avere l’Iban. La carta prepagata non è standard, di essa ce ne sono di diverso tipo e soprattutto hanno costi di gestione diversi, a seconda delle loro caratteristiche. Esse possono essere provviste o meno di Iban ed essere collegate ad un conto corrente, oppure svincolate da qualsiasi altro rapporto bancario o postale. Scopriamo se conviene o meno ricevere lo stipendio sulla carta prepagata.

Carte-Prepagate-con-Iban

La carta prepagata con iban

Una volta diventato possidente di una carta prepagata, è necessario chiedere al datore di pagare la retribuzione con bonifico su di essa. E’ consigliabile scegliere una carta abilitata al bonifico in area Sepa, per evitare problemi nell’accredito. Sia le banche, che le poste presentano diverse soluzioni: parliamo di carte che, in base alle loro caratteristiche, possono avere un canone mensile, un costo di commissione per le ricariche, oppure essere totalmente gratuite. L’attivazione della carta di solito è immediata e l’importo massimo che si può caricare sulla carta va dai 1.000 ai 50.000 euro. E’ nel vostro interesse controllare a quanto ammonta l’importo massimo caricabile, sia il limite di spesa mensile consentito, soprattutto se la carta viene utilizzata per far fronte alle esigenze quotidiane. Il pagamento dello stipendio sarà dunque tracciabile come un bonifico su un qualsiasi conto corrente, disponendo il datore, a pagamento avvenuto, della relativa contabile.


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La carta prepagata senza iban

Molto spesso le banche e le poste hanno anche carte prepagate senza codice Iban e che dunque non possono ricevere bonifici. Ma non vi preoccupate: la retribuzione deve essere pagata mediante ricarica presso uno sportello bancario o postale, o presso una ricevitoria autorizzata, che rilascia una ricevuta. Ricordate al vostro datore di conservarsi tutte le ricevute di pagamento, che prova il versamento della retribuzione.Non è infatti sufficiente la firma della busta paga da parte del lavoratore per provare di aver ricevuto quanto gli spetta.

Maggiori informazioni sulla carta prepagata

Per chi possiede un conto corrente può prevedere tempi di apertura più lunghi e costi elevati sia per l’apertura che per il mantenimento dello stesso: infatti il correntista è tenuto a versare l’imposta di bollo di 34,20 euro per giacenze superiori ai 5.000 euro. La carta prepagata, invece, viene attivata immediatamente e non comporta costi di gestione, o comunque implica costi molto esigui che prescindono dalla giacenza. L’unico problemino della carta prepagata è quello della sicurezza, poichè il conto corrente è sempre protetto dal Fondo Interbancario, dunque anche nel caso di default della banca le giacenze non vanno perse. Infine, la carta prepagata può facilmente essere smarrita, e una volta che questo avviene, bisogna che essa venga bloccata e la sua temporanea sospensione può creare problemi di disponibilità economica.