Mafia, Riccardo Greco l’imprenditore che denunciò il pizzo si è suicidato

Muore all’età di 58 anni Riccardo Greco, un’imprenditore siciliano che ha denunciato più volte il pizzo della mafia, ma questo non è bastato.

Sembrerebbe assurdo, ma l’imprenditore Riccardo Greco (58 anni), non si è suicidato per le continue richieste di pizzo, ma perché non è riuscito a sopportare un’altra tipologia di ingiustizia, quella dello Stato italiano. Si è tolto la vita per una informativa antimafia negata che non ha permesso alla sua attività aziendale di andare avanti.

Il suicidio di Riccardo Greco

Il luogo del gesto estremo è la sua azienda: mercoledì sera, alle ore 5 circa, si è recato presso il suo posto di lavoro, la Cosiam a Gela. Ha dato l’ultimo sguardo agli uffici dei suoi familiari, per poi decidere di farla finita con un colpo di pistola sparata alla tempia. Il corpo, ormai senza vita, è stato trovato da due dipendenti e, sebbene abbiano cercato di farlo tornare in vita recandosi il prima possibile all’ospedale Vittorio Emanuele, purtroppo Riccardo Greco non ce l’ha fatta.

Le parole di Francesco, il figlio

A raccontare il tormento del padre nell’ultimo periodo è Francesco, non solo figlio di Riccardo Greco, ma anche suo braccio destro a lavoro. Dice che il padre non riusciva a trovare la pace, non capiva perché lo Stato un atteggiamento così assurdo nei confronti di chi avesse avuto il coraggio di denunciare. Ma Riccardo Greco non ci sta e decide di impugnare l’informativa al Tar, ma, purtroppo, due giorni fa il ricorso è stato rigettato. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: perché lo Stato era così ambiguo?

Chi era Riccardo Greco

Era sicuramente un uomo molto stimato nella città di Gela, non solo come imprenditore, ma soprattutto come uomo. Tutti ne parlano come un uomo gentile, aperto al dialogo, sempre pronto ad aiutare. Un padre ed un marito amorevole ed affettuoso: amava la moglie Enza Presti ed i suoi tre fgli Francesco, Paola e Andrea. Inutile dire che nel giorno del funerale, tutta Gela era presente alla chiesa di Sant’Antonio, desiderosa di dare l’ultimo saluto a Riccardo Greco.

Il risvolto

La famiglia di Riccardo Greco intende continuare cosa ha iniziato l’imprenditore, e infatti darà battaglia contro la legge ambigua delle certificazioni antimafia, vera responsabile della morte del 58enne Soprattutto il figlio cerca giustizia: “Eri troppo onesto e proprio perché eri così non potevi stare tra noi. Il tuo gesto che suona come un grido non rimarrà vano, avrà voce nelle sedi opportune. Molte volte al lavoro mi dicevi che quella certa cosa me la dovevo sbrigare io. Ebbene ora me la sbrigherò io. Ci penso io”.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.