Matteo Salvini e la Nutella: idillio finito

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06/12/2019

Tra il leader della Lega Matteo Salvini e la Nutella, la crema spalmabile alle nocciole, l’idillio è finito: ecco perché

Matteo Salvini e la Nutella: idillio finito

Tra Matteo Salvini e la Nutella è finito l’idillio! Il leader della Lega, come compare dalle foto dei social in diverse occasioni e in altre festività, è sempre stato un estimatore della celebre crema spalmabile ma adesso non è più così. Giovedì sera, durante un comizio a Ravenna, Salvini dopo aver scherzato con una simpatizzante che gli chiedeva se non aveva freddo ha parlato della sua alimentazione per stare bene con questo “clima mutevole” di giorno in giorno. Ma quando qualcuno gli ricorda di mangiare la Nutella il leader Leghista afferma che ha cambiato idea perché ha scoperto che la Ferrero non usa, per la sua celeberrima crema, nocciole italiane. Salvini ha sostenuto che preferisce aiutare le aziende che usano prodotti italiani, mangiare italiano e aiutare gli agricoltori italiani.

Nutella, le nocciole e il monitoraggio dei fornitori

Il colosso di Alba però precisa la sua posizione. La Ferrero è il più grande fruitore di nocciole italiane e nello specifico quelle piemontesi. In Italia però le nocciole necessarie ed indispensabili non sono sufficienti per produrre, a livello mondiale, la celebre crema spalmabile. E un’inchiesta della BBC mette in evidenza che circa i tre quarti delle nocciole arrivano dalla Turchia e la Ferrero è il più grande acquirente al mondo di questo prodotto. La BBC non puntava ad evidenziare il luogo d’origine delle nocciole ma, nel servizio, a focalizzare l’attenzione sulla manodopera impiegata. Secondo l’emittente inglese sono in gran parte i migranti, anche bambini, che con uno stipendio irrisorio, lavorano per diverse ore. Ma la precisazione della Ferrero non è tardata ad arrivare nella persona di Bamsi Akin, general manager di Ferrero Hazelnut Company in Turchia che ha affermato: “Se siamo certi che un prodotto è frutto di pratiche non etiche, non lo tocchiamo. (…) Abbiamo gli strumenti per monitorare la produzione dei nostri fornitori. E siamo sempre onesti nelle comunicazioni con i consumatori”.


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