Maturità 2019, sì all’ammissione anche con le insufficienze

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29/03/2019

La maturità 2019 presenta un’ulteriore novità: è possibile essere ammessi all’esame di stato anche se si ha una sola insufficienza. Sarà giusto?

Maturità 2019, sì all’ammissione anche con le insufficienze

Questo anno scolastico sta piano piano volgendo al termine: c’è chi lascerà le elementari per le medie, chi le medie per le superiori, chi starà facendo un esame all’università e chi ne sta preparando un altro. Ma il vero protagonista di quest’anno scolastico è il nuovo esame di maturità che vede numerose novità: dal numero delle prove, ridotte a 2. Alle discipline richiesta dalle stesse, dall’alternanza scuola-lavoro, alla possibilità di essere ammesso anche con le insufficienze. Quest’ultima cosa proprio non ce la si aspettava. La maturità 2019 sta facendo preoccupare non solo gli studenti, ma anche gli stessi insegnanti che non sanno come comportarsi. Ma è proprio dell’ultima novità di cui vogliamo parlare.

Maturità 2019, perché fa paura?

Perché questa nuova tipologia di maturità fa così spavento? Diciamo che anche prima di queste modifiche, la maturità faceva paura lo stesso, sia agli studenti che agli insegnanti in egual misura. Quest’anno, invece, i ragazzi saranno messi più a dura prova; la prima a far tremare tutti è soprattutto la seconda prova la quale prevede delle tracce miste che varieranno a seconda dell’indirizzo di studio. Non scherza nemmeno la prova orale dato che la novità consiste nel fatto che il candidato, oltre alla possibilità di dover analizzare testi, documenti, esperienze, potrà ricevere dalla commissione delle domande inerenti all’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

Sì all’ammissione anche con le insufficienze, sarà un bene?

Come sappiamo, per poter accedere all’esame di maturità, bisogna avere almeno in tutte le materia la sufficienza, per essere più tecnici, bisogna dire che “gli aspiranti maturandi devono conseguire una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline per l’ammissione e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi”. Almeno, fino all’anno scorso, era così deciso, ma anche nel caso dell’ammissione il nuovo governo ha voluto portare una ventata di aria fresca.


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Infatti, quei studenti che presentano una votazione inferiore a sei decimi in una disciplina o in più di una disciplina, grazie al Decreto 769 della data del 26 novembre 2018, hanno la possibilità di accedere all’esame di maturità di quest’anno, anche se l’ultima parola spetta al consiglio di classe, il quale avrà il compito di motivare la sua decisione. Ma diciamocelo francamente: è davvero un bene che un ragazzo o una ragazza che non riesce ad arrivare ad un 6 o sufficienza, sia sottoposto all’esame di maturità per poi, se vuole, catapultarsi nel mondo dell’università?