Ritorno a scuola: il Ministero punta al “metro statico”

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09/07/2020

L’Associazione nazionale presidi ha chiesto al Ministero dell’Istruzione di chiarire se la distanza fra gli studenti sia da intendersi come metro statico o dinamico

Ritorno a scuola: il Ministero punta al “metro statico”

Il problema del metro statico o dinamico fra i banchi ha riacceso l’attenzione sul ritorno a scuola a settembre. Linee guida fornite dal Ministero dell’Istruzione per una ripresa in totale sicurezza, infatti, non hanno completamente convinto presidi e parti sociali. 

Il metro statico o metro dinamico 

Nel documento emanato al Miur, in collaborazione con il Comitato tecnico-scientifico, si legge che il distanziamento fisico deve essere di almeno un metro fra le “rime buccali” degli studenti. Letteralmente per “rima buccale” si intende l’apertura delimitata dalle labbra. Si intende, quindi, che i ragazzi dovranno stare ad almeno un metro di distanza da bocca a bocca. 

La questione sollevata dall’Associazione nazionale Presidi, però, è se la distanza sia da intendersi dinamica oppure statica e se questa debba essere assicurata in ogni momento della permanenza a scuola. Infatti, nel caso in cui la distanza interpersonale debba essere dinamica, quindi garantita anche durante il passaggio nei corridoi, nei bagni o nelle palestre, creerebbe seri problemi di gestione degli spazi. Discorso diverso e ben più semplice qualora sia necessario mantenere un metro di distanza solamente quando gli studenti sono seduti ai propri banchi. 

Il problema delle aule

Il Ministero sembrerebbe orientato ad adottare il metro statico, ma si aspetta comunque il riscontro del Cts. La distanza interpersonale, tuttavia, non è l’unico problema sollevato dai dirigenti scolastici. Secondo le stime attuali, mancherebbero circa 40mila aule. Considerando un metro fra i banchi, però, si risolverebbe almeno in parte il problema riuscendo a contenere un numero maggiore di studenti nella stessa classe. 

L’ufficio scolastico della Regione Emilia-Romagna ha, ad esempio, inserito il metro statico nelle linee guida inviate ai dirigenti scolastici. Altra ipotesi per ovviare alla questione spazi sarebbe quella di far sempre indossare agli alunni la mascherina quando si alzano dal banco. 


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La petizione per un ritorno a scuola senza distanziamento

L’organizzazione “La scuola che accoglie” ha preparato una petizione, denominata “Per una scuola reale” per un ritorno a scuola senza mascherine, senza distanziamento sociale e soprattutto senza la didattica a distanza per gli studenti.

L’iniziativa, partita dal Trentino Alto-Adige, in breve tempo si è diffusa in quasi tutta la Penisola raccogliendo un vasto consenso. L’obiettivo è quello di consentire ai ragazzi di tornare sui banchi senza l’impegno delle mascherine e senza reprimere la socialità con il distanziamento.