Michele Bravi, chiuse le indagini, omicidio stradale, rischia il processo

-
04/05/2019

Michele Bravi, noto al pubblico per aver vinto X-Factor nel 2013, e per la canzone “Il diario degli errori”, rischia la galera, ecco cos’è successo.

Michele Bravi, chiuse le indagini, omicidio stradale, rischia il processo

Michele Bravi, noto al pubblico per aver vinto X-Factor nel 2013, che ha partecipato a Sanremo nel 2018 con la canzone “Il diario degli errori” e nonchè autore del libro “Nella vita degli altri”, rischia di vedere la sua promettente carriera stroncata dalle conseguenze giudiziarie dopo il  grave incidente stradale, avvenuto la sera del 22 novembre 2018 dove causò la morte di una donna.

Michele Bravi: ecco cosa è successo

Quella sera il cantante era alla guida di un’auto a noleggio, e secondo quanto ricostruito dalle indagini della polizia, avrebbe effettuato un’inversione vietata in via Chinotto a Milano, per immettersi nel senso di marcia opposto. In quel momento sopraggiungeva la donna in sella ad una moto, che non riuscendo a frenare in tempo, si schiantò nella portiera dell’auto guidata dal cantante. Nel ricostruire la dinamica, affidata ad un perito ingegnere, sarebbe emerso che il cantante avrebbe effettuato la manovra senza sincerarsi se stesse sopraggiungendo qualcuno. Il cantante appena resosi conto di quello che era successo, chiamò subito i soccorsi. La donna fu trasportata subito d’urgenza all’Ospedale San Carlo, dove purtroppo morì dopo circa un’ora. La notte in cui avvenne lo schianto, a Michele Bravi fu fatto anche l’alcool test, risultò negativo, e risultò anche negativo all’uso di sostanze stupefacenti.


Leggi anche: Bonus casa 2022: proroga, agevolazioni e legge di bilancio

Accusa di omicidio 

Il cantante, 24 anni, andrà sotto processo con l’accusa di omicidio stradale. Nelle indagini il PM ha disposto una consulenza cinematica. Il cantante, che ha subito annullato tutti i suoi impegni, esprime il suo profondo dolore attraverso il suo legale. Dopo l’atto di chiusura delle indagini, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, la difesa avrà venti giorni di tempo per depositare memorie o chiedere l’interrogatorio per l’indagato.

Leggi anche: Elettra Lamborghini: la sua vita, la sua salute a rischio