Migranti: tutte le novità sull’accordo europeo

 Dopo circa 13 ore di consultazioni e la linea decisamente più “audace”  dell’italia, i capi di stato europei hanno raggiunto un accordo riguardo al tema immigrazione durante il recente consiglio europeo. I punti dell’accordo sono vari ma comunque non decisivi per risolvere in maniera completa il fenomeno, anche se vi sarà un giro di vite sui rimpatri e sulle pratiche di richieste d’asilo

Cooperazione tra Stati

la parola d’ordine è cooperazione, nell’articolo 1 si legge infatti che l’approccio all’immigrazione deve essere globale e non locale, ma che soprattutto essa è una sfida per l’Europa tutta,nel suo insieme e non per un singolo stato.

Maggior controllo delle frontiere

Ulteriore punto dell’accordo è il principio di maggior controllo e rafforzo delle frontiere nazionali, dove ogni stato deve difendere e vigilare le proprie frontiere al fine di limitare l’ingresso dei migranti irregolari e favorirne il rimpatrio.

 

Sostegno ai paesi maggiormente coinvolti nel fenomeno

Il 3° punto concerne il sostegno all’Italia direttamente esposta al fenomeno,e alla Libia paese non appartenente UE ma anch’essa esposta al medesimo fenomeno e dove si alimenta una delle principali rotte migratorie. E proprio a proposito di Libia, L’UE si impegna a sostenere la regione del Sahel e la Guardia Costiera libica, dove tutte le imbarcazioni e navi che operano nel mediterraneo ne devono rispettare l’autorità e le operazioni.

 

Rotta del Mediterraneo Orientale

per quanto riguarda il Mediterraneo Orientale, l’accordo prevede un intensificazione degli sforzi per l’accordo UE-Turchia per controllare e fermare i flussi. Ulteriori sforzi devono esser fatti per sostenere i partner dei Balcani al fine di reperire informazioni sui nuovi flussi, aumentare il contrasto all’immigrazione illegale , ed il controllo delle frontiere.

Creazione hotspot e ripartizione volontaria

Il 5° e 6° punto dell’accordo trattano di un nodo cruciale,ovvero quello dell’accoglienza e dei cosiddetti hotspot. In particolare il testo cita di piattaforme regionali gestite dall’UNHCR e dall’OIM nei paesi terzi (Libia,ad esempio) dove saranno identificati i migranti e valutate le richieste di asilo. Nel caso in cui i salvataggi avvenissero nelle zone di competenza di paesi UE, i migranti dovrebbero essere trasferiti in centri istituiti dagli stati membri,ma solo su base volontaria.

Creazione Partnership con L’Africa e aumento dei fondi destinati ad essa

Punti interessanti sono il 7° e l’8°, dove si parla di trasferire 500 milioni al fondo fiduciario dell’UE per l’Africa, per favorire il riassetto ma soprattutto consolidare la partnership con il continente nero sia con investimenti locali ed europei, sia con lo scambio di forze,idee,progetti e conoscenze al fine di soddisfare l’ambizioso progetto dell’agenda 2063 che vede un Africa sviluppata,dinamica e politicamente unita in un panafricanismo completo e con un tasso di crescita inclusiva e sviluppo sostenibile, che le permetterebbe di diventare una valida protagonista nell’assetto geopolitico internazionale.

 

Protezione del trattato Schengen e limitazione dei movimenti secondari

Giacchè il movimento dei richiedenti asilo già accolti in una nazione dell’UE in altri paesi dell’eurozona comportano problemi e rischiano di compromettere la tenuta del trattato di libera circolazione di Schengen , i governi devono attivarsi al fine di ridurre drasticamente tali movimenti.

 

Fabio Lisio

Mi chiamo Fabio, ho 23 anni. Studente universitario, sono una persona molto curiosa di tutto ciò che mi circonda. Appassionato di scienza, viaggi, lingue e culture straniere. Sono alla mia prima esperienza di "penna". Un proverbio giapponese racchiude la mia personalità "Cadere sette volte, rialzarsi l'ottava".