Ministro Bussetti: basterà solo la laurea per insegnare

Una bella notizia per tutti quelli che hanno deciso di intraprendere la strada dell’insegnamento nelle scuole, impresa tutt’altro che facile al giorno d’oggi. Artefice di questa bella notizia è il Ministro Bussetti che, con questa iniziativa, vuole assicurarsi di avere in cattedra docenti sempre più giovani e far sì che le assunzioni non siano un flop, come accaduto quest’anno, con 57mila posti autorizzati e ben 32mila cattedre rimaste vuote.

Cosa servirà per insegnare?

L’idea che ha avuto il Ministro Bussetti è stata già presentata e confermata in una intervista a Italia Oggi dove parla del suo obiettivo: aprire nuovamente il percorso di reclutamento ai laureati, con integrazione di esami ad hoc e poi il concorso. Il nuovo progetto, si legge sul quotidiano, dovrebbe partire già il prossimo anno. Sono stati ritenuti troppi inoltre i tre anni di FIT (formazione iniziale e tirocinio) pensati per formare gli insegnanti prossimi alle scuole dopo il concorso e previsti dal Decreto Legislativo n. 59/2017. Seppure non aboliti, anche su questo ci saranno delle modifiche.

Come cambiano i concorsi?

Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti

Il Ministro Bussetti dice basta ai concorsi banditi su posti a casaccio, ma preferisce solo quelli su posti disponibili. Per questo motivo i concorsi potrebbero essere differenziati, nella regolarità, a seconda delle esigenze in organico. Chi vincerà il concorso sarà però vincolato per un tot numero di anni nella provincia in cui è stato assunto. Ecco le parole del Ministro:

“La mancanza di insegnanti per alcune discipline – ha affermato Bussetti – dimostra che sul reclutamento dobbiamo cambiare rotta. Immediatamente. Non abbiamo bisogno di continuare a costruire sacche di precariato. Dobbiamo avere il quadro chiaro delle necessità delle scuole di tutto il Paese e bandire concorsi sulla base di quelle. Abbiamo ereditato una situazione intricata. Ma in un anno al massimo indiremo un concorso per giovani laureati, che risponda a questi criteri e preveda tempi celeri di assunzione”

Quella di Bussetti è un’idea che, nonostante non sia stata concretizzata, è già ampiamente criticata dal Partito Democratico, che aveva “inventato” il sistema dei 24 CFU come requisito di accesso al concorso per laureati. Adesso i 24 CFU potrebbero diventare titolo aggiuntivo.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.