Poste Italiane, multa dell’Antitrust per la mancata consegna delle raccomandate

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16/09/2020

L’Antitrust ha sanzionato Poste Italiane per la mancata consegna delle raccomandate, la multa ammonta a 5 milioni di euro

Poste Italiane, multa dell’Antitrust per la mancata consegna delle raccomandate

L’Antitrust ha sanzionato Poste Italiane con 5 milioni di multa. Il reato contestato sarebbe la mancata consegna delle raccomandate. L’Authority guidata da Roberto Rustichelli ha proceduto in tal senso dopo i numerosi reclami da parte dei consumatori. 

Multa dell’Antitrust per la mancata consegna delle raccomandate

L’Antitrust, ossia l’Autorità Garante delle Concorrenza e del Marcato, ha notificato a Poste Italiane una multa pari a 5 milioni di euro. Si tratta del massimo imponibile per legge. Il reato contestato dall’Autorità è quello di aver violato il Codice del Consumo attraverso una pratica commerciale scorretta, poi risultata ingannevole, inerente al servizio di consegna delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale di quest’ultime. 

In particolare, sottolinea l’Antitrust, Poste Italiane avrebbe elargito il servizio di recapito delle raccomandate con modalità differenti rispetto a quelle previste dalla legge. In molte situazioni, infatti, si sarebbe ricorso per comodità all’avviso di giacenza nella cassetta postale anche nei casi in cui fosse comprovata la presenza nel domicilio dei destinatari. Tali disservizi e soprattutto i ritardi riscontrati nel recapito delle raccomandate, secondo l’Antitrust, avrebbero comportato notevoli danni al sistema giudiziario italiano. Nel documento viene contestato, inoltre, il fatto che nei messaggi pubblicitari lanciati da Poste Italiane si ometta che il servizio di ritiro digitale delle raccomandate sia utilizzabile solamente per gli invii fatti digitalmente.


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La reazione di Poste Italiane 

La replica di Poste Italiane è stata immediata. La società gestita da Matteo Del Fante, ha rigettato le accuse dell’Antitrust, sottolineando quanto il numero dei reclami sia particolarmente basso rispetto ai volumi totali delle consegne effettuate e che molti dei clienti non fossero consumatori in senso stretto. 

Ha poi annunciato che farà ricorso al Tar, additando i contenuti della multa dell’Antitrust come “Inaccettabili” e affermando che “tutelerà, con fiducia nel sistema giudiziario italiano, la propria immagine e reputazione, i propri diritti e la correttezza delle proprie condotte”.