Musei: la cultura non si ferma!

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17/06/2020

Cosa cambia per l’apertura delle porte dei Musei, dopo i mesi di Lock-down che li avevano coinvolti. Ecco come comportarsi.

Musei: la cultura non si ferma!

La blogger Chiara Ferragni ha potuto ieri, in un tour privato, aprire le porte dei Musei Vaticani. La chiave che lei stessa ha girato nella serratura, custodiva una porta di ben cinque metri di maestosità. Il resto degli italiani, invece, dal 18 maggio ha riavuto la possibilità di entrare nei musei più belli d’Italia.

Musei: il corona-virus non sembra aver risparmiato nessuno:

Insieme ai musei, hanno aperto anche biblioteche e mostre. Il pressing del MIBACT (Ministero dei beni culturali e del turismo) ha dato i suoi frutti. I mesi di chiusura totale del Paese sembrerebbero essere stati già abbastanza deleteri per la cultura. Così, solo poco tempo fa, era giunto l’annuncio del Premier Giuseppe Conte durante una conferenza: via il 18 maggio alla riapertura. Per alcuni, però, si attende ancora una data, che potrebbe spingersi persino dopo il termine della stagione estiva.

La linee guida per la riapertura dei Musei:

Le istruzioni sulla riapertura non hanno tardato ad arrivare. Il MIBACT, Direzione Generale Musei, ha pubblicato sul sito online il Vademecum che musei, biblioteche e luoghi della cultura sono tenuti seguire. Si legge del tanto decantato “distanziamento sociale” e dell’utilizzo di mascherine per l’intera permanenza. E’ richiesta una pulizia giornaliera, specie delle aree comuni e la ventilazione volta al riciclo dell’aria.

Gli oggetti di frequente contatto, come monitor touch o tastiere, andranno disinfettati dopo ogni utilizzo e gli ingressi saranno scaglionati. La segnaletica diviene un “abbellimento” dei musei, finalizzato a costituire un vero e proprio “percorso nel percorso culturale”. I pagamenti dovranno essere maggiormente volatili ed è prevista l’installazione di attrezzature per la proiezione di guide per la sicurezza.


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Una intensa attività di pianificazione:

Nella circolare del MIBACT numero 36, si evincono tutte le difficoltà riscontrate nel garantire la sicurezza in luoghi per definizione affollati. Questo ha richiesto approfondite riunioni intese a ricercare le soluzioni più calzante. E’ stato, per esempio, incrementato il numero di AFAV e di personale di vario genere, d’importanza vitale per la riapertura.

In materia, è dovuto intervenire il Comitato tecnico scientifico per la riapertura di musei ed altri luoghi della cultura. Lo stesso ha precisato come le indicazioni fornite hanno un forte carattere di temporaneità, essendo il virus “SARS-CoV-2 caratterizzato da livelli di conoscenza tecnico-scientifica in continua evoluzione”. Si richiede, poi, una differenziazione di approccio alla riapertura, essendo i luoghi della cultura assai svariati in termini di dimensioni e affluenza.

Una cosa è certa: la cultura non può fermarsi, specie in un luogo come l’Italia, che respira bellezza e restituisce erudizione.