Nave Diciotti, 13 migranti dei 17 previsti, sbarcati per esigenza medica

Dalla nave Diciotti sono scesi effettivamente solo 13 dei 17 migranti. Cinque uomini hanno la scabbia e malattie infettive, le donne hanno subito violenze.

Dalla nave Diciotti sono scesi effettivamente solo 13 dei 17 migranti che avrebbero dovuto lasciare la nave. I servizi medici avevano considerato 17 migranti in condizioni mediche precarie, ma quattro donne si sono rifiutate di scendere. Non hanno voluto lasciare i propri familiari e hanno preferito restare a bordo.

Tutti i migranti scesi dalla nave vengono fotosegnalati uno per uno, e poi fatti salire su ambulanze e mezzi della Croce rossa italiana che sono in colonna sul molo di Levante e che partiranno scortati dalla polizia di Stato e dalla guardia costiera fino all’ospedale Garibaldi di Catania.

Cinque migranti hanno la scabbia 

Lo sbarco è avvenuto per motivi sanitari e interessa 11 donne e 6 uomini. Cinque uomini hanno la scabbia, gli altri soffrono di malattie respiratorie infettive come la polmonite o la tubercolosi, e il sesto un’infezione urinaria.

Le 11 donne che sono scese sono state tutte violentate in Libia, ad accertare le violenze i medici di assistenza e ne hanno disposto il ricovero nell’ospedale Garibaldi di Catania. Restano attualmente a bordo 123 tra eritrei, migranti delle Isole Comore, bengalesi, siriani, un egiziano ed un somalo. Ventisette minori sono già scesi mercoledì scorso.

Diciotti”, ennesimo caso di immigrazione. Cambiamo il Trattato di Dublino?

La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana è bloccata in un suo porto assieme al suo carico umano di immigrati ed equipaggio  a seguito  di un “ordine” impartito via social da Ministro Salvini.

Sembrerebbe che in Italia le decisioni governative nel 2018 non si ufficializzano su Gazzetta Ufficiale o portale ufficiale ma con un tweet o simile.

Un popolo che da sempre migrante per motivi economici in tempi diversi e situazioni differenti dimenticherebbe il valore di accoglienza e solidarietà che lo ha sempre contraddistinto.

Intanto tra algoritmi e malessere sociale dell’italiano il Paese si divide anche in maniera violenta sul tema dell’accoglienza con commenti del tipo: “…è ora di dire basta al falso buonismo” oppure “solidarietà europea promessa e mai concretizzata” e ancora “sono deluso da questa Europa di buonisti solo a parole” e per finire riferendosi ai migranti: “questi soggetti sono intrusi, hanno sconfinato dovrebbero stare in carcere per clandestinità”.Continua a leggere tutte le notizie e il cambiamento del trattato di Dublino qui: “Diciotti”, ennesimo caso di immigrazione. Cambiamo il Trattato di Dublino?

Redazione

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