Nostro figlio vittima di bullismo, scortato per andare a scuola

-
12/04/2018

Un giovane come tanti a cui è stata strappata quella spensieratezza, quella gioia di vivere e di fare le cose semplici come andare a scuola. Il bullismo continua a prende piede nella società.

Nostro figlio vittima di bullismo, scortato per andare a scuola

Tante le famiglie unite dallo stesso incubo. Si moltiplicano le denunce di bullismo contro la baby gang di Ferrara. Una gang che espande il suo dominio terrorizzando giovani ragazzi con furti e botte, conosciuta come “sotto Mac”, è diventata l’oppressione di tanti adolescenti.

Il bullismo trova sempre le vie più infime

Queste famiglie, la triste testimonianza dei ragazzi costretti a subire gli abusi continui dai bulli, uniti nel cerchio malefico della baby gang, mostrano il lato oscura della società che continua a prendere piede, con la poca consapevolezza dei danni riportati alle vittime e agli stessi carnefici.

La storia di questo giovane ragazzo di cui non mostreremo le generalità, è identica a quella di tanti altri giovani derubati, che hanno mostrato il coraggio di reagire denunciando, poi finiti nella rete diabolica delle minacce di morte.

Una gang fatta di ragazzi, inghiottiti dal Dio potere, con la spavalderia di essere intoccabili, pur denunciati continuano indisturbati il loro cammino verso la distruzione altrui.

La mamma del giovane delusa per una giustizia che tarda a fare il suo corso. Mio figlio – afferma – ha dovuto cambiare il suo modo di pensare, di svegliarsi la mattina. Un giovane come tanti a cui è stata strappata quella spensieratezza, quella gioia di fare le cose semplici, comuni, banali come andare a scuola, la sua vita piegata alla mercé di un gruppo di giovani balordi.

Perché chiamarla ironia del sistema? La vittima scortata dai genitori sotto sorveglianza, mentre, i bulli in versione delinquenti vagano liberi per la città.

Vittime di bullismo colpevoli di aver denunciato

Restano al vaglio degli inquirenti le indagini che continuano per garantire giustizia. Pare, che solo per tre ragazzi appartenenti alla baby gang siano scattate le denunce per rapina e tentata estorsione. Al momento, dovranno rispondere per il fatto accaduto il 16 marzo in cui un ragazzino appena 13 frequentante la scuola media è stato prima rapinato, poi ricattato, e infine, terrorizzato con accuse di morte per ritirare la denuncia. La gang ha usato la stessa identica procedura nei confronti di diverse vittime.

La sociologa Elena Buccoliero, già nel 2008 ha spiegato l’importanza delle denunce. Le famiglie devono sostenere i ragazzi senza “lascia correre”, è fondamentale richiedere e ottenere giustizia. Ricorrere alle forze dell’ordine, significa aiutare il proprio figlio e l’intera società a scoprire il velo criminoso che si insidia troppo frequentemente tra i giovani.


Leggi anche: Casa in donazione, dopo quanti anni si può vendere?

Leggi anche:

Ennesimo Episodio Di Bullismo, Un Bimbo Di 10 Anni Minaccia La Compagna Di Banco Con Un Coltello