Novità carta d’identità: richieste le impronte digitali dalla Ue

-
24/02/2019

Novità per le prossime carte di identità, le quali presenteranno oltre ai dati anagrafici e alla foto, anche le impronte digitali richieste dall’UE.

Novità carta d’identità: richieste le impronte digitali dalla Ue

Con lo scopo di evitare qualsiasi tipologia di abusi oppure contraffazioni, è stato richiesto da parte dell’UE la presenza di impronte digitali sulle future carte di identità, oltre che ai consoni dati anagrafici e fotografia. Ci sono, però, dei dubbi per quanto riguarda la privacy.

Carte d’identità, il si per le impronte digitali

A decidere ciò sono stati i negoziatori di Parlamento Ue che hanno raggiunto un accordo del tutto informale per quanto riguarda le nuove regole previste per i prossimi documenti dei cittadini europe. Tale notizia è più ufficiosa che ufficiale: si aspetta infatti l’approvazione definitiva. A detta dei nuovi standard concordati le carte di identità saranno realizzate nel formato di carta di credito, oltre a contenere una fotografia e due impronte digitali del titolare della carta, memorizzate in un formato digitale su un apposito chip contactless con livelli minimi di sicurezza stabiliti dall’Icao, l’International Civil Aviation Organization.

Altre novità

Le nuove carte d’identità avranno un periodo minimo di validità di 5 anni e uno massimo di 10 anni. Tutto questo per evitare le falsificazioni anche se si rischia di invadere troppo la privacy dei cittadini. Alla base c’è però la volontà di prevenire frodi e i furti di identità dei documenti, il che renderebbe anche più difficile qualsiasi tipologia di attacco nemico da parte di terroristi e criminali, e contemporaneamente facilitando la libera circolazione dei normali viaggiatori. Sebbene òe carte d’identità risultino essere uguali in tutti i Paesi, avranno anche il codice del Paese dello Stato membro che le emette, disegnato all’interno di una bandiera dell’Ue. Non mancano però dei dubbi, e tra questi contestatori spicca la figura di Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, mostrandosi molto preoccupata per la raccolta delle impronte digitali obbligatoria per le carte d’identità UE, la quale porterebbe seri problemi di privacy. Infatti si pensa che i chip potrebbero essere facilmente hackerati.


Leggi anche: Canone RAI, per chi evade multa da 600 euro e rischio carcere