Patente ritirata se guidi col cellulare?

Si sa, utilizzare il cellulare in qualsiasi modo alla guida è vietato dal codice della strada, anche se si utilizzano delle mappe online su di esso. Insomma, la mano non può mai posarsi su uno smartphone, a prescindere dalle ragioni. È vietato usare il cellulare in viva voce tenendolo con una sola delle due mani. Si, invece, all’utilizzo delle cuffie collegate al cellulare se almeno un padiglione auricolare deve rimanere libero dall’auricolare per capire la situazione del traffico. Si anche al collegamento bluetooth dell’auto, con sincronizzazione curata. E ancora, è possibile usare il telefono con i comandi vocali sempre a patto di non sfiorare il display.

Non si usa il cellulare quando

E’ vietato prendere in mano lo smartphone quando si è in fila nel traffico, al semaforo o al casello. È possibile usarlo quando si è ancora all’interno del parcheggio benché il motore sia acceso. Non si può nemmeno rifiutare una chiamata secondo la legge.

Quando la mula?

Chi viene colto con il cellulare alla guida non rischia la sospensione della patente a meno che non ripete la stessa infrazione nell’arco del successivo anno. La multa per uso di cellulare alla guida è di 161 euro e con decurtazione di 5 punti dalla patente. La patente viene sospesa però se, nei dopo un anno alla prima infrazione, lo stesso conducente viene multato per la stessa ragione. Se invece la seconda multa avviene al terzo anno dalla prima scatta di nuovo soltanto la sanzione di 161 euro e la sottrazione di 5 punti, senza sospensione della patente.

Il rischio di guidare col cellulare

Anche solo per leggere un nome sullo schermo, si impiegano circa tre secondi durante i quali è un po’ come guidare “bendati” per 100 metri: a 130 all’ora si fanno 36 metri al secondo. A 300 all’ora i metri al secondo diventano 83, ma è giocoforza restare concentrati, quindi il tempo di reazione resta intorno a un secondo. I rischi aumentano quando si pretende di scrivere messaggi.

La polizia può fermare il conducente?

Alcune polizie locali si stanno attrezzando con controlli mediante auto civette. In più sono state autorizzate, in caso di incidenti, operazioni di indagine sul cellulare effettuate sul momento da parte delle autorità in modo da verificare se l’automobilista aveva utilizzato lo smartphone. L’agente che contravvenzione qualcuno per cellulare alla guida ha l’obbligo di fermarlo e contestargli immediatamente l’infrazione, consegnandogli il verbale. Il poliziotto non può limitarsi a spedire la multa a casa, ma deve anche giustificare le ragioni dell’omessa contestazione immediata. Diversamente la contravvenzione è illegittima e può essere impugnata davanti al giudice di pace.

Si può contestare la multa?

Il conducente può sempre dire «Non è vero, l’agente non ha visto bene: non avevo alcun cellulare in mano». Ma per farlo non gli basta portare dei testimoni in causa. È necessario che avii un ulteriore e autonomo giudizio rispetto a quello di contestazione della multa, che si chiama “querela di falso”. Si procede davanti al tribunale e il suo scopo è togliere ogni autenticità alle dichiarazioni del verbalizzante. Tutto ciò comporta un aggravio di costi per l’automobilista il quale, per intraprendere il doppio giudizio deve risultare fortemente “motivato”.
Si può impugnare il verbale perché per stato di necessità. Esempio: «Ho risposto al telefono perché mia madre stava male» oppure perché «mia moglie era incinta». Lo stato di necessità però in questo caso non salva il trasgressore che non può «conoscere il contenuto della telefonata prima di rispondere alla chiamata».

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.