Pensione Ape sociale strutturale, Naspi senza riduzioni mensili e indennità di maternità dall’80 al 100%: ecco le proposte della Uil

Tre proposte di iniziativa popolare sostenute dalla Uil che intendono ritoccare Ape sociale, maternità e Naspi.

Presentate in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati due proposte di iniziativa popolare sostenute dalla Uil per rendere strutturale l’Ape sociale e ampliarne la platea dei beneficiari, per modificare na Naspi e per tutelare la genitorialità.

Vediamo nello specifico cosa contengono nello specifico le proposte e cosa modificherebbero nelle leggi esistenti.

Proposta Ape sociale

La proposta prevede di rendere l’Ape sociale strutturale oltre il 31 dicembre 2018 ed estendere la fruizione anche a chi oggi ne è escluso com e lavoratori stagionali, agli operai agricoli e ai lavoratori della pesca. Si vuol, quindi, includere nelle platee dei lavoratori disoccupati che possono fruire dell’Ape sociale le medesime platee di lavoratori che attualmente possono fruire della Naspi, ovvero tutti coloro che hanno perduto involontariamente il lavoro e allo stesso tempo abbassando il requisito contributivo di queste categorie da 30 anni di contributi a 20.

maternità-Proposta Naspi

Con la proposta presentata si vuol garantire un assegno di disoccupazione più elevato per tutto il periodo di fruizione abrogando la riduzione dell’ammortizzatore sociale del 3% per ogni mese successivo al terzo ed eliminando il tetto alla contribuzione figurativa che attualmente è pari a 1820 euro al mese.

Proposta maternità

Con l’ultima proposta si vuole invece tutelare maggiormente la maternità portando la retribuzione dell’indennità di maternità dall’attuale 80% al 100% della retribuzione percepita dalla lavoratrice per tutto il periodo di maternità obbligatoria ed aumentare da 4 a 30 i giorni congedo obbligatorio per il padre da poter fruire nei primi mesi di vita del figlio (da aggiungere al congedo della mamma) con retribuzione al 100%.

Redazione NotizieOra

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