Pensione anticipata quota 100, per Damiano le risorse non bastano

Secondo l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, ci sarebbero alcune correzioni necessarie da fare per la Quota 100, ecco di seguito le sue parole.

Secondo l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, è necessario fare alcune correzioni alla formula Quota 100 e non solo. Infatti, a detta dell’ex ministro, i punti fragili della legge di Bilancio gialloverde sono i seguenti: l’1,5% di crescita è irraggiungibile, come già precedentemente disse Tria, e va ritoccato al basso.

Le parole di Cesare Damiano

“Sulle risorse destinate a previdenza e reddito di cittadinanza va fatta una operazione-verità: noi siamo favorevoli al superamento della legge Fornero e a un Reddito di Inclusione più robusto di quello esistente, ma sappiamo che le risorse messe a disposizione non sono sufficienti. Il Governo, anziché rimandare il provvedimento su questi temi al prossimo anno, ci dimostri adesso e in dettaglio come si fa, con appena 6,7 miliardi di euro all’anno, a realizzare Quota 100, Opzione Donna, nona salvaguardia degli esodati e blocco dell’aggancio tra aspettativa di vita ed età della pensione”.

E ancora

“Ai Governi precedenti, per queste stesse misure, sono stati contabilizzate dalla Ragioneria, dall’Inps e dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio più di 15 miliardi all’anno. Per questo motivo sono state fatte importanti correzioni alla legge Fornero, ma sicuramente parziali. Per proseguire nella strada del superamento della legge Fornero, che noi auspichiamo, occorre dire la verità. O si trovano nuove risorse, o si fa una selezione di obiettivi. Altrimenti, i nostri conti saranno giudicati ‘taroccati’ con le inevitabili conseguenze del caso”.

A questo punto, l’ex ministro del lavoro, ci tiene a ricordare che il Partito Democratico ha presentato alcuni emendamenti al testo della legge di bilancio sui quali si attende un inevitabile giudizio positivo della maggioranza giallo-verde. Uno di questi emendamenti, in particolare , riguarda la proroga dell’ape sociale. In assenza “migliaia di lavoratori non avranno più alcuna possibilità di andare in pensione prima dei termini previsti dalla Fornero, cioè a partire dai 63 anni come prevede la normativa attuale.I lavoratori disoccupati, o quelli che assistono un congiunto disabile, o hanno una disabilità superiore al 74 per cento o, ancora, che hanno svolto attività gravose, non potranno più anticipare di 4 anni il pensionamento. Infatti, la norma scade il 31 dicembre prossimo. E non è nemmeno detto che la loro condizione potrà essere comunque garantita dalla prossima e ancora di là da venire Quota 100. Morale: fino a che non entreranno in vigore le nuove norme del Governo sulle pensioni, questi lavoratori resteranno in una sorta di limbo senza sbocchi. Ovvero, fino alla effettiva esigibilità della nuova misura, ci troveremo nel pieno regime della legge Fornero. Davvero un bel paradosso per chi avrebbe voluto cancellarla!”.

Cosa c’è alla base?

Le parole dell’ex ministro del lavoro non sono altro che delle conseguenza delle preoccupazioni espresse dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri il quale ritiene che le risorse messe a disposizione dal Governo non sarebbero sufficienti a garantire la stabilizzazione della quota 100 anche oltre il 2019. Per l’Inps, i costi sarebbero destinati a crescere a causa delle ulteriori uscite che si registreranno nel 2020 e nel 2021 da aggiungere a quelli per il pagamento degli assegni di chi andrà in pensione nel 2019. Mentre la Legge di bilancio non prevede un aumento delle risorse a disposizione per gli anni 2020 e 2021.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.