Pensione quota 100: per ogni lavoratore in pensione due nuove assunzioni giovani?

Si va delineando la pensione quota 100 senza penalizzazioni. Tuttavia esisteranno dei paletti per contenere i costi e ottimizzare gli effetti della riforma pensioni. Tra questi l’obbligo di 38 anni di contributi minimi. Ora si aggiunge la possibilità di re-introduzione del vecchio divieto di cumulo redditi che, in pratica, impedisce a chi è andato in pensione di lavorare (sia da dipendente che come autonomo). A ben vedere il divieto non era, e non dovrebbe essere nella sua nuova formulazione, assoluto: ma lo stipendio del pensionato subirebbe una penalizzazione fiscale forte. L’idea di re-introdurre il divieto di lavoro per pensionati servirebbe, secondo quanto premesso in apertura dell’articolo, proprio a facilitare uno degli obiettivi primari della quota 100. Se lo scopo principale della riforma quota 100 è quello di permettere la pensione a 62 anni, uno degli obiettivi paralleli infatti è quello di favorire il ricambio generazionale.

Due giovani assunti ogni 62enne in pensione: così la nuova quota 100 favorisce il turn over

 

Archivio (johermol)

“Mandare in pensione la disoccupazione”. Gli economisti sperano che ogni lavoratore che andrà in pensione a 62 anni, l’azienda potrà assumere due giovani disoccupati. In questo modo la quota 100 garantirebbe l’auspicato ricambio generazionale. Ma il favori mento delle generazioni più recenti non termina qui: incoraggiati da una maggiore stabilità professionale, i giovani potrebbero tornare a fare figli. Ecco quindi che la quota 100 potrebbe rappresentare indirettamente uno stimolo importante per contrastare il calo di natalità che affligge da anni il nostro Paese. Il nonno va in pensione, il figlio viene assunto e diventa a sua volta padre (e ci sarà un nonno in pensione relativamente giovane pronto ad occuparsene).

Pensione quota 100: per ogni lavoratore in pensione due nuove assunzioni giovani? ultima modifica: 2018-10-08T09:08:41+00:00 da Alessandro Annunziata