Pensioni anticipate: quota 100, Opzione donna e Ape, in frenata

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13/08/2020

Pensioni anticipate (quota 100, Ape Sociale e Opzione donna) in frenata per la penalizzazione, le previsioni dell’Inps non sono corrette, bisogna ridimensionare le stime.

Pensioni anticipate: quota 100, Opzione donna e Ape, in frenata

Da mesi si regista un freno delle pensioni anticipate (quota 100, Ape Sociale e Opzione donna) attualmente in vigore e inserite nelle pensioni news, lo comunica l’Inps in base al suo contatore fermato con 4.780 istanze presentate ad oggi. Questo valore rappresenta meno di un terzo rispetto alle domande accolte dell’intero anno 2019. 

Pensione anticipate: la penalizzazione frena l’uscita

Le ragioni che hanno frenato i lavoratori verso l’uscita anticipata Quota 100 ormai sono note. Anche se la misura non è penalizzante, ma l’uscita anticipata a 62 anni con 38 anni di contributi, può portare una decurtazione dell’assegno pari quasi al 15 per cento. Ma il disinteresse verso Quota 100, ha contagiato anche le altre misure anticipate: Ape Sociale e Opzione donna

L’Inps quest’anno ha stimato nel Bilancio di previsione un caldo di circa 21mila unità per lavoratori che scelgono il pensionamento anticipato rispetto a quelli che decidono di attendere la pensione di vecchiaia, questa ipotesi non corrisponde alla realtà e deve essere rivista. Gli anticipi pensionistici potrebbero essere ancora meno e la voce fatta girare dei 3 miliardi di euro a copertura di Quota 100 dovrà essere dimensionata con i risultati reali. 

Calcolo dell’assegno per quota 100 perchè è penalizzante

In linea generale il calcolo dell’assegno pensionistico è  calcolato in base a una serie di varianti. La prima cosa da considerare sono i contributi versati e il coefficiente di trasformazione. Da chiarire che la quota 100 non prevede penalizzazioni ed è calcolata come la pensione ordinaria. 

 Quello che influisce sull’importo della pensione quota 100 è il coefficiente di trasformazione che varia in base all’età anagrafica  del lavoratore in base al fattore temporale in qui consegue la prestazione previdenziale. 


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Maggiore è l’età del lavoratore e più alto è il coefficiente i trasformazione. Questo comporta un riduzione dell’assegno rispetto alla pensione di vecchiaia di circa il 15%, per questo motivo alcuni futuri pensionanti considerano la Quota 100 non conveniente.

Ma bisogna anche considerare che la quota 100 permette di uscire dal lavoro cinque anni prima dell’età pensionabile con la pensione di vecchiaia e considerando che l’età pensionabile è soggetta all’adeguamento all’aspettativa di vita è un’ottima via di uscita per coloro che hanno maturato i requisiti.