Pensioni e quota 100: tornano le “finestre” per pensionamento anticipato

Il governo sembra aver raggiunto una mediazione per rendere meno costoso il superamento della legge Fornero sulle pensioni. Secondo le ultime ipotesi, potrebbero essere reintrodotte le “finestre” in uscita per il pensionamento anticipato.

Pensioni e quota 100, le novità

Sulle pensioni e la quota 100 che il governo vorrebbe introdurre per allentare la legge Fornero ci sono molte novità. La prima novità riguarda i tempi di procedura. A quanto pare, tutto slitterà a primavera inoltrata, precisamente al mese di aprile, e dunque non più a gennaio 2019 come inizialmente era stato promesso.

La seconda novità ha a che fare con la reintroduzione delle cosiddette finestre in uscita. Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, pensa che sia possibile reinserire le finestre per l’uscita dal lavoro. L’iniziativa sarà attuata dopo il primo trimestre con le date di uscita fissate ad aprile, luglio, ottobre e gennaio 2020. Di conseguenza, chi oggi possiede i requisiti per uscire dal lavoro non potrà andare in pensione il 1° gennaio 2019, come tanto sperava, ma dovrà aspettare la prima finestra disponibile. Questo slittamento, ovviamente, sarà causa di ripercussioni economiche sulla manovra a cui il nuovo Governo tiene tanto.

Tornano le finestre, ma cosa sono?

Pensioni e quota 100: tornano le "finestre" per pensionamento anticipato

Come già detto, il Governo ha intenzione di riutilizzare le “finestre“per le pensioni anticipate con quota 100. Così, per chi avrà 62 anni di età e 38 di contributi nel 2019, l’uscita scatterà solo da aprile prossimo, con cadenze trimestrali per i successivi via libera dal lavoro.

L’impianto di quota 100 è, quindi, confermato e dovrebbe permettere di accedere alla pensione a coloro che hanno almeno 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva. Il costo della misura è stato quantificato in circa 7 miliardi di euro e, proprio per contenere l’impatto finanziario iniziale, si sta valutando la possibilità di reinserire il meccanismo delle finestre di uscita.

Questo meccanismo era in vigore prima della riforma Fornero. La finestra è il periodo di tempo che trascorre tra la data di maturazione dei requisiti per la pensione e la liquidazione dell’assegno da parte dell’ente pensionistico. Il lavoratore matura, quindi, il diritto al pensionamento, ma può accedervi effettivamente solo dopo un certo periodo di tempo.

Fino al 2011 questa attesa era piuttosto lunga: un anno per i lavoratori dipendenti e un anno e mezzo per gli autonomi. Con la nuova legge si punta a ridurre questo lasso di tempo a 3 mesi, che consentirebbero di spostare in avanti fino ad aprile l’avvio delle misure. La platea interessata è di circa 400mila lavoratori che avrebbero i requisiti per il pensionamento con quota 100.

Addio riforma Fornero?

Pensioni e quota 100: tornano le "finestre" per pensionamento anticipato

La tanto attesa soluzione al problema pensioni è arrivata insieme all’ennesima discussione tra il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il leader della Lega, Matteo Salvini.

Boeri sottolinea che “le misure del governo mettono il sistema previdenziale a rischio, con il debito previdenziale che potrebbe aumentare di 100 miliardi, oltre a penalizzare giovani e donne”. Nel dibattito ha avuto la sua parte anche Elsa Fornero, ospite della trasmissione di Rete 4 “W l’Italia”. L’ex ministro del governo Monti ha affermato: “Io non sono attaccata alla mia legge. C’è un governo eletto dal popolo, che si cambi. Personalmente, però, sostengo che questa manovra non sia saggia, non sia lungimirante, non costruisca nulla e quindi espone il Paese a rischi”.

L’ex Ministro ha anche voluto rispondere a Matteo Salvini:

“Io ho sempre parlato in maniera pacata, non ho mai usato quella aggressività che è, invece, caratteristica di Salvini. E vorrei chiedergli se ritiene più saggio e coraggioso un padre che qualche volta dice dei no severi e motivati, rispetto a un padre che promette di tutto anche se non ci sono i soldi, tanto si indebita e poi a pagare saranno i figli”.

A difendere il vicepremier è intervenuto Claudio Borghi, dicendo: “Se un padre infligge delle inutili sofferenze al figlio, di solito, gli si toglie la patria potestà”.

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 19 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.