Puglia: le due facce del turismo tra il boom di presenze e il “caso Gallipoli”

Il turismo in Puglia è veramente in crisi? Se basato su solide basi di professionalità, competenza e passione no. Potrebbe registrare una metamorfosi ma se si evita di affidarlo ai soliti avventori potrebbe sempre rappresentare una marcia economica in più.

Stiamo assistendo da un lato ad una regione  che  ancora una volta, sembra essere una delle   più amate per le vacanze estive dall’altro  si registra un calo di presenze soprattutto giovanili nella zona salentina.

Pare che dopo  l’esplosione del turismo della notte negli anni scorsi e l’attuale fuga dei giovani in seguito alla chiusura e al sequestro dei luoghi del divertimento – dal Parco Gondar alla discoteca Cave – è arrivato il momento del ripensamento.

Il brand Puglia è ufficialmente entrato in crisi?

L’estate di Gallipoli, la cosiddetta Ibiza d’Italia pare abbia segnato, nel solo mese di luglio, un calo del turismo soprattutto giovanile.

Perché non si va più a Gallipoli?

I ragazzi sono tornati a frequentare Rimini o Riccione, mete del divertimento consolidato?

Pare che  il crollo delle presenze a Gallipoli si stato  l’esito della chiusura delle due principali fonti di attrazione turistica del paese ovvero la discoteca Cave chiusa perché la struttura può ospitare un bar e non una discoteca (il ricorso dei titolari è stato respinto dal Tar il 12 luglio) e il famoso Parco Gondar, un’area di 30 mila metri quadri che ospitava eventi e concerti sequestrata per abusi edilizi (la richiesta di dissequestro è stata respinta dal tribunale l’11 luglio).

Ma è possibile basare l’economia su attività abusive o con problemi legali?

L’accoglienza non s’improvvisa, servono servizi adeguati alle richieste e prezzi coerenti con l’offerta.

Per troppo tempo a Gallipoli e non solo questo sarebbe avvenuto solo in parte.

La maggior parte dei turisti sono composti da famiglie e bisognerebbe pensare ai costi che devono affrontare per una vacanza tra trasporti e infrastrutture.

Confrontando i dati della raccolta della nettezza urbana viene fuori che al netto delle strutture albeghiere e dei B&B, l’80% degli affitti turistici venga versato in nero.   Pare che chiunque abbia un buco da mettere a disposizione dei turisti lo ha fatto;  quasi un intero paese si sarebbe improvvisato imprenditore turistico pur non essendolo danneggiando sia i professionisti.

Come si fa a dire che i turisti  nell’estate 2018 sono in calo se ancora i dati ufficiali devono uscire?  

Comunque se una famiglia la prossima settimina decide di andare a Gallipoli seguendo i canali on line legali risulta  difficile trovare posto.

Pertanto buone vacanze affidandovi ad operatori turistici non improvvisati per evitare spiacevoli sorprese. Non basta avere solo un portafogli pieno o far finta di lanciare slogan sul turismo per “fare ed essere turismo”.

 

 

Puglia: le due facce del turismo tra il boom di presenze e il “caso Gallipoli” ultima modifica: 2018-08-08T09:25:45+00:00 da Mariangela Palmisano

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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