Ragazzo di Napoli positivo, a casa con i genitori: l’Asl non ha tamponi per loro

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08/04/2020

Ragazzo positivo a Napoli con i genitori, l’Asl non ha i tamponi.

Ragazzo di Napoli positivo, a casa con i genitori: l’Asl non ha tamponi per loro

Questo è il racconto di Enzo, un ragazzo di Napoli, chiuso nella sua stanza: sa di essere positivo asintomatico. Dall’altra parte della casa ci sono i suoi genitori anziani, tossiscono e teme di averli contagiati. L’Asl non ha tamponi per loro, e per questa risposta è molto arrabbiato, si sente trattato come una bestia.

A Napoli l’Asl non ha i tamponi

Si chiama Enzo, è uno dei 27 operatori sociosanitari de “La Casa di Mela”, nel quartiere di Fuorigrott,a a Napoli: si tratta di una residenza per anziani, dove ben 48 vecchietti sono risultati positivi al Covid-19 e trasferiti in altre strutture. Adesso lui si trova a casa e in quarantena, come altri 5 colleghi: hanno molta tosse, li sente per telefono, ma nessuno li aiuta.

Secondo Enzo questo contagio così forte nella casa non si è avuto per colpa dei proprietari, ma perché sono stati abbandonati,. Infatti hanno cercato di smuovere mari e monti: si è iniziato con i sintomi della febbre, ma le ambulanze non venivano quando le chiamavano, poi la prima morte. E’ tutto documentato.

Gli ultimi giorni, poi, sono stati un incubo: sono rimasti chiusi là dentro con i vecchietti tutti ammalati e con la cucina della struttura chiusa. Si mangiava solo con il cibo che arrivava da fuori da qualche benefattore oppure dai parenti dei vecchietti presenti nella struttura.

Una situazione che li ha visti impotenti, ha raccontato Enzo. Qualche giorno fa, poi, ha avuto la febbre e obbligatoriamente è dovuto tornare a casa e fare il tampone, che è risultato positivo. Adesso è in quarantena a casa e lo chiamano una volta al giorno per sapere la mia temperatura, tutto qui.


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Il problema è che Enzo è chiuso in una stanza, mentre la madre cardiopatica e il padre asmatico sono chiusi in un’altra stanza e tossiscono di continuo. Ha raccontato di averlo fatto presente all’Asl, ma gli hanno risposto che non ci sono tamponi, bisogna aspettare almeno 15 giorni. I suoi genitori, però, riusciranno a resistere tanto?

Sono 15 anni che fa questo lavoro, racconta ancora, ma non ha mai visto nulla del genere: è chiuso in una stanza e non ha vergogna di dirlo, passa quasi tutta la sua giornata a piangere e a pensare a tutte quelle persone abbandonate, come loro.