Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, come funziona

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07/09/2020

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari è fissato per il 20 e 21 settembre e chiamerà alle urne circa 51milioni di elettori

Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, come funziona

Il voto per il referendum costituzionale è fissato per domenica 20 e lunedì 21settembre. Il quesito riguarda il taglio dei parlamenti, si tratta, tuttavia, di un referendum confermativo in quanto la riforma è già stata approvata dal Parlamento. Non è previsto il quorum.

Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari 

Gli italiani chiamati alle urne nelle giornate del 20 e 21 settembre sono circa 51milioni. Il voto del referendum coincide con le elezioni Regionali in sette Regioni, con le amministrative e le suppletive. Domenica 20 settembre si potrà votare dalle 7 alle 23, mentre lunedì 21 dalle 7 alle 15. Non è previsto alcun quorum, quindi non è necessario raggiungere un numero minimo di votanti per approvare o abrogare la riforma. 

Per poter votare è fondamentale recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento valido. È, inoltre, obbligatorio rispettare nuove misure di sicurezza, relative all’emergenza sanitaria. La principale prevede che tutti gli elettori, scrutatori e presidenti di seggio dovranno indossare la mascherina. 

Il quesito 

Il quesito riportato sulla scheda elettorale è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?”. Le risposte possibili saranno ovviamente due “Sì” oppure “No”. Per votare sarà sufficiente barrare la casella scelta. 


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Il numero attuale dei parlamenti è di 945. Nel caso dovesse vincere il “Sì” questo si ridurrebbe a 600, di cui 400 deputati e 200 senatori. La proposta di legge per diminuire il numero dei parlamentari è stata avanzata dal Movimento 5 Stelle, che aveva fatto del taglio dei parlamentari uno dei capisaldi della propria campagna elettorale. 

La riforma è stata approvata sia alla Camera che al Senato lo scorso autunno. Non avendo, tuttavia, raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi né Montecitorio né a Palazzo Madama, è stato possibile chiedere il referendum costituzionale. In particolare la richiesta è stata avanzata da 71 senatori.