Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: le ragioni del “Sì”

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14/09/2020

Il punto sulle ragioni a favore del taglio dei parlamentari, oggetto del referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020

Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: le ragioni del “Sì”

Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale riguardante il taglio dei parlamentari. La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli ed è quindi opportuno fare il punto. 

Taglio dei parlamentari, perché votare “Sì”

La riforma Fraccaro, dal nome del primo firmatario il deputato pentastellato Riccardo Fraccaro, prevede la modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana. In particolare concerne la riduzione del numero dei parlamentari da 945 a 600. Una simile riduzione, tuttavia, va a modificare il rapporto numerico di rappresentanza nelle due Camere. La vittoria del “Sì”, quindi, determinerebbe la necessità di una nuova legge elettorale che tenga conto della nuova struttura. 

La prima ragione addotta dai promotori del fronte del “Sì” al referendum costituzionale riguarda la riduzione dei costi della politica. Se si dovesse confermare il taglio dei parlamentari, infatti, questi passeranno alla Camera da 630 a 400 e al Senato da 315 a 200. Secondo i calcoli la riduzione di 345 figure istituzionali comporterebbe un risparmio di circa 57milioni di euro l’anno. Precisamente si andrebbero a risparmiare 37milioni a Montecitorio e 20milioni a Palazzo Madama. 

La rappresentanza e bicameralismo perfetto

A favore del “Sì” vi è anche il fattore produttività. Si stima, infatti, che con meno parlamentari entrambe le Camere lavorerebbero in maniera più celere, pur garantendo comunque il bicameralismo perfetto. 


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Per quanto riguarda la rappresentanza territoriale, la fronda del “Sì” sostiene che eliminare 230 deputati e 115 senatori non leda particolarmente tale rappresentanza, soprattutto al Senato dove già vi sono notevoli differenze fra le diverse Regioni, essendo l’elezione su base regionale. A tal proposito si ritiene, piuttosto, che un numero minore di parlamentari consenta un maggiore controllo sui singoli eletti. 

I promotori del “Sì”

Il fronte di chi è favorevole al taglio dei parlamentari annovera, oltre agli esponenti del Movimento 5 Stelle nonché promotori della riforma, anche la maggioranza del PD. Il partito di Zingaretti, infatti, dopo diverse perplessità ha ufficializzato il proprio appoggio. Di parere contrario, invece, Sinistra Italiana e +Europa. Prudenza da parte di Italia Viva. 

Favore anche dall’opposizione. Fratelli d’Italia e la Lega hanno espresso il proprio appoggio al taglio dei parlamentari. Ancora divisa, invece, Forza Italia, la capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini ha annunciato il voto favorevole, tuttavia il Presidente Silvio Berlusconi ha dichiarato che avrebbe lasciato libertà di decisione.