Ripetizioni private: arriva la flat tax al 15%

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03/11/2018

Una delle novità della manovra di bilancio 2019 prevede la “flat tax” sulle ripetizioni dei professori per recuperare gettito, ma soprattutto mira a reprimere il fenomeno delle ripetizioni private impartite “in nero” dai docenti a domicilio.

Ripetizioni private: arriva la flat tax al 15%

Una delle novità della manovra di bilancio 2019 prevede la “flat tax” sulle ripetizioni dei professori per recuperare gettito, ma soprattutto mira a reprimere il fenomeno delle ripetizioni private impartite “in nero” dai docenti a domicilio. Sebbene non ci siano dati ufficiali, si stima che il mercato delle ripetizioni sia un business dai numeri consistenti.

Il fenomeno delle ripetizioni privateUna delle novità della manovra di bilancio 2019 prevede la "flat tax" sulle ripetizioni dei professori per recuperare gettito, ma soprattutto mira a reprimere il fenomeno delle ripetizioni private impartite "in nero" dai docenti a domicilio. Sebbene non ci siano dati ufficiali, si stima che il mercato delle ripetizioni sia un business dai numeri consistenti.  Il fenomeno delle ripetizioni private   Secondo un sondaggio anonimo della Fondazione Einaudi del 2016, si è giunti a quantificare in 800 milioni di euro l'esborso che le famiglie italiane sostengono per recuperare i debiti formativi del propri figli. Il Codacons, inoltre, ha visto una stima superiore rispetto allo scorso anno: dall'esito di un apposito studio è emerso che il mercato delle lezione private coinvolgerebbe 950 milioni di euro e che nel 90% dei casi il docente che ha tenuto la lezione non emetta alcuna ricevuta fiscale. Non si sa ma chi impartisce lezioni private a domicilio è tenuto a rilasciare apposita ricevuta inerente le somme incassate e farle poi figurare nella propria dichiarazione dei redditi. Se l'attività è svolta occasionalmente e in maniera non organizzata, il contribuente deve autodichiarare gli introiti e inserirli negli "altri redditi" derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale. Se, invece, le ripetizioni private sono fatte da un lavoratore dipendente, i guadagni andranno inseriti nel modello 730 o nel modello Redditi: di conseguenza, è previsto che tali somme vadano a cumularsi, assieme allo stipendio percepito dal docente/professore, al suo reddito complessivo che sarà soggetto ad aliquote Irpef progressive.  Professori e lezioni private   La proposta, inserita nella manovra di bilancio, prevede una tassazione agevolata ad hoc nel caso in cui le lezioni private siano impartite da docenti "titolari di cattedra di ogni ordine e grado".  Si tratta di un'imposta sostitutiva sui compensi derivanti dall'attività di lezioni private e ripetizioni svolta dagli insegnanti; la norma non è rivolta a coloro che si occupano di ripetizioni e lezioni private senza essere docente, ad esempio gli studenti universitari. Dunque, per loro resta tutto invariato.  La data ed altre cose da sapere  Dal 1° gennaio 2019 i docenti che impartiscono ripetizioni private potranno pagare un'imposta del 15% sui compensi percepiti, sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali. Il prelievo si applicherà un'aliquota fissa del 15%, a prescindere dall'entità del reddito complessivo del contribuente.  Poiché i redditi percepiti non andrebbero più a cumularsi con la retribuzione da lavoro dipendente, gli interessati beneficeranno di un carico tributario inferiore. Inoltre, la manovra prevede che gli insegnanti assunti dalla P.A. siano tenuti a comunicare all'amministrazione di appartenenza l'attività di insegnamento svolta privatamente.  I versamenti della flat tax sulle lezioni private dovranno avvenire alle medesime scadenze previste per l'Irpef quindi 30 giugno e 30 novembre. Mentre un apposito provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, da emanare entro il 1° aprile del prossimo anno, detterà le disposizioni attuative relative alla nuova imposta sostitutiva.  La flat tax cambierà qualcosa?  La flat tax potrebbe consentire all'erario di recuperare oltre 100 milioni di euro in un mercato dove, nella quasi totalità dei casi, le somme non vengono dichiarate. Si segue, in sostanza, la stessa strategia della cedolare secca sugli affitti.  Tuttavia, si tratta di una "moral suasion" in quanto resterebbe difficile far emergere questi introiti, a meno di non convincere i percettori a dichiararli, così contrastando l'evasione.  L'amministrazione finanziaria non è in grado di tracciare i pagamenti o di incrociarli con altri dati dato che le lezioni e le ripetizioni private vengono pagate in contanti. Pertanto è una situazione che fa nascere delle incertezze sulla reale portata degli effetti derivanti dall'introduzione dell'imposta sostitutiva.

Secondo un sondaggio anonimo della Fondazione Einaudi del 2016, si è giunti a quantificare in 800 milioni di euro l’esborso che le famiglie italiane sostengono per recuperare i debiti formativi del propri figli.
Il Codacons, inoltre, ha visto una stima superiore rispetto allo scorso anno: dall’esito di un apposito studio è emerso che il mercato delle lezione private coinvolgerebbe 950 milioni di euro e che nel 90% dei casi il docente che ha tenuto la lezione non emetta alcuna ricevuta fiscale.
Non si sa ma chi impartisce lezioni private a domicilio è tenuto a rilasciare apposita ricevuta inerente le somme incassate e farle poi figurare nella propria dichiarazione dei redditi. Se l’attività è svolta occasionalmente e in maniera non organizzata, il contribuente deve autodichiarare gli introiti e inserirli negli “altri redditi” derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale.
Se, invece, le ripetizioni private sono fatte da un lavoratore dipendente, i guadagni andranno inseriti nel modello 730 o nel modello Redditi: di conseguenza, è previsto che tali somme vadano a cumularsi, assieme allo stipendio percepito dal docente/professore, al suo reddito complessivo che sarà soggetto ad aliquote Irpef progressive.


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Professori e lezioni private

La proposta, inserita nella manovra di bilancio, prevede una tassazione agevolata ad hoc nel caso in cui le lezioni private siano impartite da docenti “titolari di cattedra di ogni ordine e grado”.Si tratta di un’imposta sostitutiva sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni svolta dagli insegnanti; la norma non è rivolta a coloro che si occupano di ripetizioni e lezioni private senza essere docente, ad esempio gli studenti universitari. Dunque, per loro resta tutto invariato.

La data ed altre cose da sapereUna delle novità della manovra di bilancio 2019 prevede la "flat tax" sulle ripetizioni dei professori per recuperare gettito, ma soprattutto mira a reprimere il fenomeno delle ripetizioni private impartite "in nero" dai docenti a domicilio. Sebbene non ci siano dati ufficiali, si stima che il mercato delle ripetizioni sia un business dai numeri consistenti.  Il fenomeno delle ripetizioni private   Secondo un sondaggio anonimo della Fondazione Einaudi del 2016, si è giunti a quantificare in 800 milioni di euro l'esborso che le famiglie italiane sostengono per recuperare i debiti formativi del propri figli. Il Codacons, inoltre, ha visto una stima superiore rispetto allo scorso anno: dall'esito di un apposito studio è emerso che il mercato delle lezione private coinvolgerebbe 950 milioni di euro e che nel 90% dei casi il docente che ha tenuto la lezione non emetta alcuna ricevuta fiscale. Non si sa ma chi impartisce lezioni private a domicilio è tenuto a rilasciare apposita ricevuta inerente le somme incassate e farle poi figurare nella propria dichiarazione dei redditi. Se l'attività è svolta occasionalmente e in maniera non organizzata, il contribuente deve autodichiarare gli introiti e inserirli negli "altri redditi" derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale. Se, invece, le ripetizioni private sono fatte da un lavoratore dipendente, i guadagni andranno inseriti nel modello 730 o nel modello Redditi: di conseguenza, è previsto che tali somme vadano a cumularsi, assieme allo stipendio percepito dal docente/professore, al suo reddito complessivo che sarà soggetto ad aliquote Irpef progressive.  Professori e lezioni private   La proposta, inserita nella manovra di bilancio, prevede una tassazione agevolata ad hoc nel caso in cui le lezioni private siano impartite da docenti "titolari di cattedra di ogni ordine e grado".  Si tratta di un'imposta sostitutiva sui compensi derivanti dall'attività di lezioni private e ripetizioni svolta dagli insegnanti; la norma non è rivolta a coloro che si occupano di ripetizioni e lezioni private senza essere docente, ad esempio gli studenti universitari. Dunque, per loro resta tutto invariato.  La data ed altre cose da sapere  Dal 1° gennaio 2019 i docenti che impartiscono ripetizioni private potranno pagare un'imposta del 15% sui compensi percepiti, sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali. Il prelievo si applicherà un'aliquota fissa del 15%, a prescindere dall'entità del reddito complessivo del contribuente.  Poiché i redditi percepiti non andrebbero più a cumularsi con la retribuzione da lavoro dipendente, gli interessati beneficeranno di un carico tributario inferiore. Inoltre, la manovra prevede che gli insegnanti assunti dalla P.A. siano tenuti a comunicare all'amministrazione di appartenenza l'attività di insegnamento svolta privatamente.  I versamenti della flat tax sulle lezioni private dovranno avvenire alle medesime scadenze previste per l'Irpef quindi 30 giugno e 30 novembre. Mentre un apposito provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, da emanare entro il 1° aprile del prossimo anno, detterà le disposizioni attuative relative alla nuova imposta sostitutiva.  La flat tax cambierà qualcosa?  La flat tax potrebbe consentire all'erario di recuperare oltre 100 milioni di euro in un mercato dove, nella quasi totalità dei casi, le somme non vengono dichiarate. Si segue, in sostanza, la stessa strategia della cedolare secca sugli affitti.  Tuttavia, si tratta di una "moral suasion" in quanto resterebbe difficile far emergere questi introiti, a meno di non convincere i percettori a dichiararli, così contrastando l'evasione.  L'amministrazione finanziaria non è in grado di tracciare i pagamenti o di incrociarli con altri dati dato che le lezioni e le ripetizioni private vengono pagate in contanti. Pertanto è una situazione che fa nascere delle incertezze sulla reale portata degli effetti derivanti dall'introduzione dell'imposta sostitutiva.

Dal 1° gennaio 2019 i docenti che impartiscono ripetizioni private potranno pagare un’imposta del 15% sui compensi percepiti, sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali. Il prelievo si applicherà un’aliquota fissa del 15%, a prescindere dall’entità del reddito complessivo del contribuente.Poiché i redditi percepiti non andrebbero più a cumularsi con la retribuzione da lavoro dipendente, gli interessati beneficeranno di un carico tributario inferiore. Inoltre, la manovra prevede che gli insegnanti assunti dalla P.A. siano tenuti a comunicare all’amministrazione di appartenenza l’attività di insegnamento svolta privatamente.I versamenti della flat tax sulle lezioni private dovranno avvenire alle medesime scadenze previste per l’Irpef quindi 30 giugno e 30 novembre. Mentre un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro il 1° aprile del prossimo anno, detterà le disposizioni attuative relative alla nuova imposta sostitutiva.

La flat tax cambierà qualcosa?

La flat tax potrebbe consentire all’erario di recuperare oltre 100 milioni di euro in un mercato dove, nella quasi totalità dei casi, le somme non vengono dichiarate. Si segue, in sostanza, la stessa strategia della cedolare secca sugli affitti.Tuttavia, si tratta di una “moral suasion” in quanto resterebbe difficile far emergere questi introiti, a meno di non convincere i percettori a dichiararli, così contrastando l’evasione.L’amministrazione finanziaria non è in grado di tracciare i pagamenti o di incrociarli con altri dati dato che le lezioni e le ripetizioni private vengono pagate in contanti. Pertanto è una situazione che fa nascere delle incertezze sulla reale portata degli effetti derivanti dall’introduzione dell’imposta sostitutiva.