Sciopero scuola 27 febbraio 2019: docenti e ATA in protesta, lezioni a rischio

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18/02/2019

Sciopero della scuola del 27 febbraio mette a rischio le lezioni, vediamo i motivi della protesta.

Sciopero scuola 27 febbraio 2019: docenti e ATA in protesta, lezioni a rischio

Il MIUR comunica che il sindacato Unicobas Scuola e Università ha proclamato “lo sciopero dell’intera giornata per la scuola e per l’università per tutto il personale docente ed ata, di ruolo e non, per mercoledì 27 febbraio 2019”, “ esentando dallo stesso sciopero i lavoratori DSGA facenti funzioni”. Alla suddetta azione di sciopero e con le stesse modalità,
ha aderito l’Associazione Anief.
Poiché l’azione di sciopero in questione interessa il servizio pubblico essenziale “istruzione”, di cui all’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche ed integrazioni e alle norme pattizie definite ai sensi dell’art. 2 della legge medesima, il diritto di sciopero va esercitato in osservanza delle regole e delle procedure fissate dalla citata normativa.

I motivi della protesta

“Il progetto del Governo – fa sapere Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas – è una vera e propria vergogna e occorre subito una risposta ferma ed inequivocabile, specifica della Scuola e delle Università, senza dilazioni e compromessi. Non possiamo rischiare che il Governo faccia approvare il provvedimento senza aver dato al mondo dell’istruzione la chance per far sentire il netto rifiuto del provvedimento. Non abbiamo nessuna intenzione di ‘annacquare’ lo scontro cadendo nell’attendismo di quanti cercano di soppiantare la lotta con schermaglie legali di vario genere come quella sull’assenza della definizione dei LEP”. 

L’Unicobas sul proprio sito spiega così i motivi della protesta:

“No a differenziazioni di qualità fra le regioni! No alle gabbie salariali! No all’esame di stato invalsizzato! No all’alternanza scuola-ignoranza! I partiti del Governo pentalegato avevano promesso di abrogare la mala-scuola renziana. Invece hanno conservato la chiamata per competenze e lo strapotere dei dirigenti sull’utilizzo degli insegnanti, il ‘bonus’ discrezionale, un organico ‘potenziato’ senza futuro né limiti alle supplenze, ed intendono peggiorare di molto la già gravissima situazione creando un’istruzione pubblica di serie ‘a’ e serie ‘b’ a seconda della ricchezza regionale, con contratti separati per docenti ed ata secondo le aree geografiche. Hanno anche voltato le spalle ai precari, cancellando 42.000 assunzioni col previsto assorbimento del tempo ‘potenziato’. E del contratto scaduto a fine dicembre 2018 neppure si parla.”


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