Scuola, finalmente sapremo che fine faranno i contributi

Ci siamo sempre chiesti che fine facessero i contributi volontari versati per la scuola, finalmente dal 1 gennaio lo sapremo.

Grazie al nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole, che entrerà in vigore dal prossimo gennaio 2019, sarà possibile per le famiglie italiane, sapere come le scuole spendono i tanto discussi “contributi volontari”. Inoltre, c’è da dire che in futuro i bilanci degli istituti verranno pubblicati sul web. Il nuovo Regolamento è un documento che sostituisce il vecchio regolamento del 2001, che si basa su due principi molto importanti: maggiore chiarezza e trasparenza, semplificazione ed efficienza della spesa. Una notizia che può fare solo felici quei genitori che anno dopo anno sganciano sempre quei famosi contributi volontari, o meno, e possono finalmente vedere come vengono gestiti. Infatti, qualsiasi scuola dovrà rendicontare come intende spendere questi fondi in fase di programmazione e, a consuntivo, come queste cifre sono state effettivamente spese.

Scopriamo di più

Dal prossimo anno, le così chiamate somme finalizzate non ancora spese, quelle destinate ad un preciso scopo, potranno essere svincolate e spese per altre finalità. Occorre quindi uno strumento che assicuri la massima trasparenza possibile. A causa delle numerose procedure e altre peripezie burocratiche che hanno colpito la scuola italiana, è nata una rivoluzione molto sentita in ogni parte di Italia e concepita molto tempo fa. Finora i fondi raccolti dai genitori andavano a finire in macroaggregati dai quali non si sapeva sempre la destinazione. Un conteggio approssimativo, e relativo ad alcuni anni fa, stimava in oltre 600 milioni di euro il gettito garantito alle oltre 8mila scuola italiane direttamente da mamme e papà.Scuola, finalmente sapremo che fine faranno i contributi

Le modifiche importanti

Con la già citata trasparenza, secondo il nuovo regolamento della scuola, andranno seguiti per le altre forme di finanziamento di cui possono avvalersi le scuole: il crowdfunding e le donazioni liberali. Grazie al primo, le scuole accedono a piattaforme informatiche di raccolta fondi per finalità specifiche, una risorsa cui ci si rivolge per racimolare denari. In precedenza, il regolamento precedente non poteva contemplare queste forme che adesso entrano a pieno titolo nei documenti contabili. La stessa cosa vale per le erogazioni liberali previste dalla Buona scuola, ma che finora non hanno sortito grandi effetti. Con tali grandi premesse le famiglie potranno essere maggiormente incentivate a donare, anche perché c’è l’intenzione di avviare un processo fatto di gradi che dovrebbe portare alla pubblicità dei bilanci delle scuole attraverso la loro pubblicazione online.

Le dichiarazioni di Marco Bussetti

“Il Regolamento era molto atteso.È frutto di un lungo lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione centrale che abbiamo voluto accelerare in questi ultimi mesi. Vogliamo che sia il primo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti al Miur per semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro”.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.