Scuola fino a metà luglio, l’appello del PD

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16/04/2020

A detta dell’eurodeputata del PD, Alessandra Moratti, bisognerebbe riaprire le scuole nei mesi di giugno e luglio così da recuperare i programmi didattici.

Scuola fino a metà luglio, l’appello del PD

Mentre il numero dei contagi molto lentamente cala ed aumenta quello dei guariti, il periodo di quarantena è stato prorogato fino alla data del 3 maggio 2020. In quello stesso mese c’è un’altra data ad essere importante per la scuola: quella del 18 maggio la quale deciderà le sorti di tutti coloro che dovranno affrontare l’esame di maturità 2020 e degli altri studenti delle terze medie alle prese con l’esame. Se da una parte c’è il presidente  del Consiglio Superiore della Sanità, Franco Locatelli, a ritenere opportuno un rientro alle scuole direttamente nel mese di settembre, c’è chi sostiene, invece, dall’altra parte di come sia necessario recuperare almeno un mese di scuola entro la data di metà luglio. Artefice di tale opinione è Alessandra Moretti, eurodeputata appartenente al PD.

Un mese di scuola tra giugno e luglio, la richiesta del PD

Se da una parte c’è il presidente Locatelli a ritenere opportuno un rientro a scuola prorogato direttamente al mese di settembre, avendo più a cuore la salute dei ragazzi, dall’altra parte c’è chi pensa alla possibile brutta figura che farebbe l’Italia con altri paesi europei.

Stiamo parlando di Alessandra Moratti, eurodeputata del PD, la quale tiene più in considerazione l’andamento della scuola dando un’occhiata ad altri paesi dell’Europa.

In una nota pubblicata dalla stessa, la Moratti ritiene che i ragazzi debbano recuperare almeno un mese di scuola extra.

La Moratti fa appello più al buon senso che alla salute dei ragazzi e fa dei paragoni con la Francia il cui Presidente Macron ha deciso la riapertura della scuola francese nel giorno dell’11 maggio.


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La Moratti, continua nella sua nota ritenendo necessario riprire ogni scuola d’Italia almeno nei mesi estivi di giugno e luglio, permettendo ai ragazzi di recuperare quanto perduto e mettersi alla pari con i programmi.

Se così non fosse i ragazzi potrebbero ritrovarsi in serie difficoltà nel prossimo anno scolastico dato che non si può registrare un successo a 360 gradi della didattica a distanza per motivi economici delle famiglie e di organizzazione di ogni scuola.

Infine, conclude la sua nota esortando il governo ad usare già da adesso i 3 miliardi per la sicurezza della scuola, in realtà previsti per settembre ed il potenziamento della didattica a distanza.

 

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