Detrazioni spese scolastiche: ecco quali sono permesse

In caso di detrazione fiscale la legge fa riferimento ad alcuni oneri come spese, interessi passivi sul mutuo, erogazioni liberali, che vengono sottratti dall’imposta lorda IRPEF. Una volta calcolata l’imposta sulla base dei redditi dichiarati dal contribuente, dall’ammontare della stessa vengono eseguiti ulteriori calcoli che andranno a ridurre il gettito fiscale versato successivamente all’erario. Le spese detraibili sono quelle indicate dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), ma annualmente la Legge di Bilancio può prevedere soglie, importi e modalità di detrazione per specifici oneri.

Le spese e la scuola

Le spese scolastiche detraibili sono quelle individuate sia dal TUIR, sia dalle varie circolari emanate dall’Agenzia delle Entrate. Nel 2015 la legge sulla “buona scuola” ha separato le spese affrontate per la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado dalle spese per i corsi universitari. E’ stato possibile inquadrare meglio le soglie massime di detraibilità dei vari oneri, stabilendo per le spese scolastiche affrontate nel 2018 un tetto di 786 euro, per quelle che saranno eseguite nel 2019 il tetto sarà di 800 euro.
Quindi, con la dichiarazione dei redditi del 2019 sarà possibile detrarre le spese per la scuola avvenute nel 2018, per un importo massimo di 789 euro. Nel 2020 saranno scomputate le spese dell’anno precedente per un tetto massimo di 800 euro.
L’aliquota rimane quella del 19%, calcolata in base all’ammontare delle spese certificate dal contribuente. Considerando il tetto massimo stabilito dalla legge, sarà possibile detrarre dall’IRPEF un importo non superiore a 150 euro.

Maggiori informazioni

La detrazione per le spese scolastiche spetta a ciascun figlio frequentante una scuola dell’infanzia, di primo ciclo di istruzione o una scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione. Qualora, poi, un genitore abbia liberamente donato dei soldi ad una scuola avrà la facoltà di scegliere o la detrazione per le spese scolastiche, oppure il 19% sull’intero importo erogato. Il divieto di cumulo è stabilito in riferimento alle detrazioni per ciascun figlio, ben potendo usufruire delle agevolazioni sulle erogazioni liberali qualora per lo studente non ci siano spese scolastiche detraibili.

Chi può detrarre le spese della scuola

Tutti coloro che hanno fiscalmente a carico uno o più figli in età scolastica, quindi sono contribuenti ai fini IRPEF. La qualità di “contribuente” è strettamente connessa alla percezione di redditi, che dipendono generalmente dal tipo di lavoro svolto (dipendente, assimilato o autonomo), dalla rendita di un immobile dato in affitto o da qualsiasi tipo di reddito assoggettabile ai fini IRPEF.
La condizione di familiare a carico riguarda invece il possesso di redditi il cui ammontare non deve superare i 4 mila euro per i figli di età inferiore ai 24 anni.
Quindi,se in una famiglia lavorano entrambi i genitori e ciascuno di essi risulta contribuente ai fini IRPEF, le spese scolastiche sostenute per i figli seguono regole specifiche per la ripartizione degli oneri. La disciplina varia per caso.

1. I genitori sposati e non legalmente separati possono beneficiare delle detrazioni per le spese scolastiche nella misura del 50% ciascuno, potendo modificare tale limite a favore del coniuge con reddito complessivo maggiore (colui che pagherebbe un’IRPEF maggiore rispetto all’altro).

2. I genitori legalmente separati (o il cui matrimonio sia stato annullato, sciolto o siano cessati gli effetti civili dello stesso) beneficiano della stessa ripartizione riconosciuta ai coniugi con affidamento congiunto dei figli. Per cui è stabilito il 50% derogabile liberamente dalle parti. In presenza di affidamento esclusivo, la detrazione spetta al solo genitore affidatario.

3. I genitori non sposati (le cosiddette “coppie di fatto”) beneficiano delle medesime condizioni riconosciute per i genitori legalmente separati. Si parte quindi dalla soglia del 50% derogabile previo accordo delle parti, per giungere alla detrazione per un solo genitore in caso di affidamento esclusivo.

Nessun problema sussiste per le famiglie monoreddito in cui un solo genitore (coniugato o convivente) percepisce redditi soggetti ad IRPEF.

Quali spese della scuola sono detraibili?Scuola: quali spese  sono detraibili?

L’acquisto dei libri, del materiale didattico e dei viaggi ferroviari sono spese non detraibili dalla dichiarazione dei redditi. È possibile invece usufruire delle agevolazioni per diverse spese:

• la mensa scolastica e per i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola;
• le gite scolastiche,
• l’assicurazione richiesta dalla scuola;
• ogni altro tipo di contributo scolastico deliberato dall’istituto con lo scopo di ampliare l’offerta formativa. Tipo i corsi extracurricolari come i corsi di lingua, di teatro, gli sport ed ogni altro tipo di attività organizzata dall’istituto anche fuori dall’orario scolastico, senza essere necessario l’obbligo di frequenza.

Queste spese integrano altre tipologie di oneri scolastici, come le tasse per l’iscrizione e la frequenza, nonché i contributi obbligatori richiesti anno dopo anno dagli istituti.
Condizione essenziale affinché tali spese siano detraibili è la relazione fra onere e frequenza scolastica. Un figlio che ha esaurito gli anni di frequenza obbligatoria ma che decide di dedicarsi ad un’attività lavorativa non è considerato come studente.
Sono equiparate:

• le scuole materne;
• le scuole primarie di primo e di secondo grado;
• le scuole secondarie di secondo grado
A prescindere se trattasi di un istituto pubblico o privato. I conservatori e gli istituti musicali sono pareggiati, per effetto di legge, alle scuole secondarie di secondo grado.

Le spese scolastiche per i ragazzi affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

A partire dal 2018 è possibile detrarre le spese per materiale tecnico e strumenti didattici utili per integrare i deficit di chi è affetto da disturbi come la dislessia, la discalculia, la disgrafia e la disortografia. Per accedere ai benefici è necessario presentare idonea certificazione medica che attesti il nesso fra utilità dello strumento di cui si chiede la detrazione e disturbo diagnosticato nei confronti del figlio fiscalmente a carico. Tale accezione rappresenta una deroga al divieto di detrarre le spese per il materiale didattico, ma per beneficiarne l’alunno dovrà seguire un percorso che avrà come esito la diagnosi di una delle patologie appena indicate. Il percorso potrà essere espletato presso una struttura pubblica (una ASL) o privata. In quest’ultimo caso sarà necessario che la scuola accetti come valida la diagnosi proveniente dalla struttura privata. Le regole cambiano da Regione a Regione e per ottenere delucidazioni a riguardo è buona norma rivolgersi presso la segreteria dell’istituto scolastico dove è iscritto il proprio figlio.

Come fareScuola: quali spese  sono detraibili?

La detrazione avviene in sede di dichiarazione dei redditi e fa riferimento alle spese affrontate nell’anno antecedente alla compilazione del 730. Per le dichiarazioni presentate nel 2019 le spese scolastiche detraibili sono quelle effettuate durante il 2018.
In genere il commercialista si occupa della compilazione dei relativi documenti, ma per chi intende procedere autonomamente potrà inserire i relativi importi nei righi E/8 – E/9 – E/10 del modello 730 dedicati alle spese detraibili con aliquota del 19%. Il codice da indicare sarà il 12 riferito alle spese per istruzione diverse da quelle universitarie.

I documenti da presentare

ricevute o quietanze di pagamento comprovanti gli importi sostentuti per la frequenza scolastica (ad esempio il MAV della tassa pagata presso lo sportello bancario);

ricevuta dei bollettini postali o dei bonifici bancari per il pagamento del servizio mensa o dei servizi integrativi. A tal proposito il cedolino deve contenere come causale l’indicazione del tipo di servizio, il nome della scuola e i dati identificativi dell’alunno;

attestazione di avvenuto pagamento rilasciato dalla scuola o dalla società che fornisce il servizio mensa qualora si sia pagato il relativo servizio in contanti o con altre modalità;

ricevuta o quietanza di pagamento eseguita per la partecipazione ad una gita scolastica, ad un corso extracurricolare o per il versamento del premio assicurativo. La ricevuta deve recare i dati identificativi dell’alunno, ma se il pagamento viene effettuato a terzi soggetti (ad esempio a favore dell’agenzia di viaggio che organizza la gita), la scuola provvederà al rilascio di un’attestazione di avvenuto pagamento.

Detrazioni spese scolastiche: ecco quali sono permesse ultima modifica: 2018-11-07T10:00:58+00:00 da Katia Russo

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.