Scuola: situazione di allarme per posti e per docenti di sostegno

Come diventare insegnante è diventato un dramma, una situazione di stallo, che non ha nulla a che vedere con il passato. Infatti, prima era abbastanza facile entrare nel mondo della scuola, adesso la situazione è cambiata. Un viaggio che non ha fine. Ma parliamo di una questione che c’è sempre stata ma che quest’anno è letteralmente esplosa: in molte province d’Italia ci sono numerosissimi posti vacanti con docenti delle GAE e spesso persino le chiamate dalle graduatorie di terza fascia vanno quasi deserte. Una situazione di disagio puro e di mala organizzazione.Se diamo un’occhiata ai posti di sostegno ancora disponibili sui quali risulta del tutto impossibile nominare docenti non di ruolo specializzati, per il semplice motivo che non ce ne sono. Per risolvere una situazione di stallo così allarmante e che mette davvero tutti in disagio, dagli alunni ai docenti, è necessario intervenire in modo concreto.

La situazione al nord e al sud

Iniziando a parlare delle province del nord, infatti, non bastano più le graduatorie di istituto per coprire le esigenze, soprattutto alla scuola primaria e in alcune classi di concorso della secondaria.
Per quanto riguarda il sud, la situazione è al rovescio: neppure essere nelle primissime posizioni delle graduatorie di istituto garantisce la possibilità di fare qualche settimana di supplenza in un anno.
Ormai i docenti colpiti da questa situazione scrivono frequentemente su FB post del tipo:

“Chi vuole mandi la propria messa a disposizione in provincia di … (segue il nome di una città del nord) e di sicuro verrà chiamato”.

Oppure:

“Ma perchè hanno fatto rientrare al sud migliaia di insegnanti? In questo modo al nord ne mancano troppi”

Non mancano le lamentele dei docenti precari del sud:

“Tutti i posti di sostegno della mia provincia sono andati alle assegnazioni provvisorie, per noi non c’è più lavoro”.

Dimenticando che il rientro al sud con il meccanismo delle assegnazioni provvisorie è legato ad un contratto integrativo sottoscritto dal Ministero ma anche dalle stesse organizzazioni sindacali.

Urgente una soluzione

Una situazione così grave necessita di una soluzione urgente, necessaria, e immediata! Si spera che l’attuale Governo possa davvero realizzare una riforma del reclutamento che tenga in considerazione le differenze regionali e territoriali; ma non sarà facile perché una riforma del genere potrebbe risultare indigesta a troppi.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.