Spese sanitarie: paghi in contanti perdi la detrazione fiscale? Sarà Vero?

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14/01/2020

Come non perdere le detrazioni fiscali del 19% sui pagamenti di farmaci, dispositivi o prestazioni mediche fornite da strutture pubbliche o private convenzionate.

Spese sanitarie: paghi in contanti perdi la detrazione fiscale? Sarà Vero?

In tema di spese sanitarie c’è un po’ di confusione sul metodo di pagamento e sul possibile rischio di perdere la detrazione fiscale del 19%. In questo articolo cercheremo in breve di fare un minimo di chiarezza. In primis è possibile ottenere il rimborso delle detrazioni sul pagamento dei farmaci, dispositivi o prestazione mediche, sempre. L’unica postilla che fa la differenza sul pagamento in contanti è il luogo di versamento, ossia, della struttura se è accreditata al SSN, oppure no. L’attuale normativa sulla tracciabilità del denaro impone il pagamento con l’uso di carte, bancomat o bonifici per le strutture non accreditate al Servizio Sanitario Nazionale italiano.

Contante o bancomat quale scegliere per non perdere la detrazione sulle spese sanitarie?

Prima di eseguire una prestazione medica, è consigliabile avere la tessera sanitaria, ma non solo, è importante munirsi di bancomat, carte. E, ancora capire se effettuare prima della prestazione sanitaria un bonifico intestato alla struttura o al medico. Tutto questo serve per non correre il rischio di perdere le detrazioni, e nello stesso tempo, rispettare in pieno la legge sulla tracciabilità in vigore dal 1° Gennaio 2020.

In sintesi, è possibile pagare in contanti senza correre il rischio di perdere la detrazione fiscale del 19% per le spese sanitarie relative a: medicinali, i dispositivi o visite mediche in generale, presso strutture pubbliche, oppure private, purché esse siano regolarmente accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.


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Cosa cambia per le strutture non accreditate al SSN? Nel caso in cui le spese sanitarie riguardano strutture non convenzionate al Servizio Sanitario Nazionale, il pagamento in contanti non è ammesso per richiedere la detrazione fiscale. Infatti, la prestazione dovrà seguire i canali tracciabili, ossia, bancomat, carte e bonifici e così via.

Quali spese sanitarie si possono pagare in contanti alla cassa?

È ammesso il pagamento in denaro contante per spese sanitarie relative ai classici medicinali da banco come antidolorifici, antipiretico o omeopatico, acquistati presso le farmacie, parafarmacia e così via. In questo caso, è importante presentare il codice fiscale e mantenere lo scontrino fiscale parlante.

Mentre, nel caso dell’uso di servizi sanitari offerti dalle farmacie, il pagamento dovrà seguire i circuiti elettronici tracciabili. Parliamo, ad esempio dell’utilizzo di apparecchiature per elettrocardiogramma, monitoraggio pressione ecc. da pagare con carte o bancomat. Stesso discorso per le prestazioni dei medici o professionisti sanitari, ad esempio il pagamento di un certificato sportivo del medico di base o la visita da un fisioterapista va eseguito con bancomat o carte.

Ovviamente per le spese non detraibili (es. integratori) non è presente alcun vincolo che diversifichi il metodo pagamento.