Spreco alimentare: l’impatto sull’ambiente e sulla società

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07/05/2018

Lo spreco alimentare è un enorme paradosso nei giorni nostri, in tutto il mondo le persone che soffrono la fame sono circa un miliardo a fronte di una disponibilità di cibo sufficiente a sfamare il doppio dell’intera popolazione mondiale.

Spreco alimentare: l’impatto sull’ambiente e sulla società

Lo spreco alimentare apre un ampio scenario mondiale sullo stato dell’alimentazione umana. Nei nostri giorni si è presentata un enorme paradosso che vede ai suoi estremi la fame nel mondo è lo spreco alimentare.

Attualmente, secondo le stime della FAO, in tutto il mondo le persone che soffrono la fame sono circa un miliardo a fronte di una disponibilità di cibo sufficiente a sfamare il doppio dell’intera popolazione mondiale.

Spreco alimentare e impatto sulla società

Il problema non consiste quindi nella mancanza di cibo, bensì nell’impossibilità di accedervi soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. All’estremo opposto, invece, in molti Paesi si assiste al sempre più dilagante fenomeno dello spreco alimentare. Il problema è stato per lungo tempo ignorato e solo di recente il tema ha conquistato maggiore interesse da parte dell’opinione pubblica, vista la sua rilevanza in ambito di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Nella società moderna il concetto di spreco fa riferimento ad un utilizzo non corretto o non proficuo, se non addirittura ad un mancato utilizzo di un determinato bene.

Speco alimentare e impatto ambientale

È importante capire quale sia l’impatto ambientale dello spreco alimentare e per fare ciò bisogna risalire alla filiera del prodotto, cioè tutti i passaggi che il prodotto percorre dal produttore al consumatore. La filiera agroalimentare più è lunga, più il costo energetico e l’inquinamento aumenta. Per questo si privilegia la “filiera corta” cioè quando il prodotto bypassa alcune o tutte le tappe intermedie del percorso dal produttore al consumatore.

Per fare una quantificazione complessiva dell’impatto ambientale dello spreco alimentare bisogna analizzare non solo la fase produttiva, ma l’intero corso di vita degli alimenti. Per rendere facilmente comprensibili i risultati di un’indagine, si utilizzano tre indicatori di sintesi specifici:


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  •  L’impronta di carbonio (Carbon Footprint) che rappresenta e identifica le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici ed è misurata in massa di  equivalente;
  • L’impronta idrica (Water Footprint), o contenuto di acqua virtuale, che quantifica i consumi e le modalità di utilizzo delle risorse idriche ed è misurata in volume (litri) di acqua;
  • L’impronta ecologica (EcologicalFootprint), che identifica la quantità di terra (o mare) biologicamente produttiva necessaria per fornire le risorse e assorbire le emissioni associate a un sistema produttivo ed è misurata in m² o ettari globali (gha).

L’Europa contro lo spreco alimentare

In ambito europeo la prima iniziativa contro lo spreco alimentare si è svolta a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, il 28 ottobre 2010. La conferenza “Trasforming food waste into a resource” ha visto la partecipazione di deputati europei, di organizzazioni degli Stati membri attive in tal senso e della “Commissione agricoltura e sviluppo rurale” del Parlamento Europeo. Il fine è di stabilire delle linee d’azione comuni per ridurre lo spreco alimentare e promuovere iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Nel corso della conferenza è stata redatta la “Dichiarazione congiunta contro lo spreco” i cui obiettivi comprendono la riduzione dello spreco alimentare del 50% entro il 2025 e una maggiore informazione del consumatore che ne stimoli la sensibilità e consapevolezza sull’argomento.

La carta di Milano per sensibilizzare i cittadini

Una delle ultime iniziative per sensibilizzare i cittadini è “La carta di Milano”, un documento di impegno collettivo sul diritto al cibo. La Carta di Milano è stata redatta in occasione dell’Expo Milano 2015, Esposizione Universale sull’alimentazione e nutrizione che l’Italia ha ospitato dal primo maggio al 31 ottobre 2015, questa è considerata l’eredità immateriale della manifestazione. La carta è stata redatta in tre fasi, sottoscritta dai visitatori della manifestazione ed infine è stata consegnata al Segretario Generale dell’Onu BanKi-Moon il 16 ottobre 2015.

La Carta propone impegni concreti e misurabili rivolti a cittadini, governi, istituzioni, associazioni e imprese. Uno dei punti salienti della Carta, tra tanti altri ugualmente importanti, è il seguente:

Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo prodotto per il consumo umano viene sprecato o si perde nella filiera alimentare.


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Ecco alcuni degli impegni che il cittadino si impegna ad assumere sottoscrivendo tale documento:

  •         Consumare solo la quantità di cibo sufficiente al fabbisogno, assicurandosi che il prodotto sia consumato prima che si deperisca, che venga donato qualora in eccesso e conservato in modo tale che non si deteriori.
  •         Scegliere consapevolmente gli alimenti considerando l’impatto della loro produzione sull’ambiente.
  •         Essere parte attiva nella costruzione di un mondo sostenibile, anche attraverso scelte innovative, frutto del nostro lavoro, della nostra creatività e ingegno.

 

Quindi ogni essere umano deve essere parte attiva e dare il proprio contributo per risolvere queste problematiche.

Ristoratori contro lo spreco alimentari con nuove iniziative

Una delle iniziative, di grande rilevanza, è stata presa dagli ristoratori mettendo in atto il progetto “Doggy Bag – se avanzo mangiatemi” consiste di portarsi a casa gli avanzi del pasto in un gesto semplice e consueto ogni volta che si va al ristorante. Più di 1.000 ristoranti sul territorio italiano ha aderito all’iniziativa, sicuramente un numero destinato a crescere, l’obiettivo è di ottenere una presenza capillare delle doggy bag sul territorio.

La doggy bag, può avere un ruolo strategico per vincere questa sfida dal punto di vista culturale e accompagna il cittadino in nuovo percorso di consapevolezza allungando la vita di un prodotto altrimenti destinato a finire nella spazzatura.

Il progetto “Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi”, nato nell’anno di Expo 2015, “ha riscontrato positive esperienze in oltre 50 ristoranti di Slow Food Italia e in più di 200 locali tra Milano, Bergamo, Varese e Roma, ha trovato un più che positivo gradimento in tutta Italia da un sondaggio effettuato con Last Minute Market.

Donazione e distribuzione

In Italia è stata approvata il 30 agosto del 2016 la Legge n. 166/2016 (Gazzetta Ufficiale) recante disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, una legge che gestisce le eccedenze alimentari al fine di limitare lo spreco alimentare, la produzione di rifiuti e, nel contempo, creare sistemi virtuosi attraverso il recupero o la donazione dei prodotti alimentari agli Enti pubblici o privati che sono costituiti per il perseguimento, senza fini di lucro, di finalità civiche e solidaristiche comprese le Onlus.