Strisce pedonali in 3d: utili ai pedoni, ma poi cancellate

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01/04/2019

A Trieste, in una via situata in una zona piuttosto pericolosa, sono state realizzate delle strisce pedonali in formato 3d, eliminate perché non in regola.

Strisce pedonali in 3d: utili ai pedoni, ma poi cancellate

Ci troviamo a Trieste, in particolare in via de Marchesetti dove c’è un incrocio con via di Chiadino e il Parco del Farneto. Sono spuntate all’improvviso delle strisce pedonali tridimensionali che hanno fatto discutere, nonostante siano state realizzate per un buon motivo. Sì, perché il loro scopo, o meglio lo scopo della loro tridimensionalità, è quello di rallentare l’eccessiva velocità delle macchine, permettendo ai pedoni di attraversare in modo del tutto sicuro. Voi direte perché. Beh, perché la tridimensionalità di queste strisce pedonali mette in “risalto”, se così vogliamo dire, il pedone che in quel momento sta passando. Il focus e la concentrazione di chi guida si focalizza appunto sul pedone o sui pedoni evitando qualche sciagura. Purtroppo, c’è un però: queste strisce non sono state realizzate dal comune di Trieste o da qualche ente a esso legato, ma da un cittadino privato e anonimo, o magari un’associazione, e quindi, per tale motivo sono state cancellate anche. Potevano essere lasciate lì in pace a fare il loro giusto lavoro, ma dato che non rientravano nelle ordinanze municipali, sono svanite.

Strisce pedonali fai da te, giuste e contro la legge

Sicuramente sono state realizzate per la salvaguardia del pedone in sé, anche perché, da come sappiamo, il quel tratto di strada ci sono stati numerosi incidenti. C’è però da dire che già in altri paesi stranieri sono state utilizzate proprio per questo motivo. Ma, a quanto pare, questo non interessa allo stato italiano, o meglio, al comune di Trieste, che ha deciso di eliminarle perché la segnaletica stradale deve rispettare con precisione le norme del codice.

Cosa ne pensano i triestini?

Come abbiamo già detto, non si sa nulla dell’autore che ha realizzato ciò. Però, a differenza del comune, i cittadini di Trieste avevano appoggiato questa iniziativa. Ecco le parole di un 40enne che abita proprio in quella zona:


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“Non so chi le abbia, però mi pare che sia una bella idea. Via de Marchesetti infatti è pericolosa: è in discesa, le automobili corrono. Talvolta si accorgono soltanto all’ultimo dei pedoni”.

L’incidente che ha colpito quella strada

C’è stata una vera tragedia su quella strada e, forse, è stata proprio essa la motivazione che ha spinto alla creazione di tali strisce pedonali in 3d. Infatti, come dicono gli stessi abitanti, in passato, su quella strada, ha perso la vita una 15 enne Giulia Buttazzoni, uccisa da una Volvo guidata da un sessantenne. Purtroppo, poco sappiamo della dinamica dell’incidente; l’unica cosa che conosciamo è che Giulia attraversava all’altezza del Ferdinandeo, sulle strisce pedonali. Da quel giorno, è stato installato un dispositivo per il controllo della velocità proprio nel punto dell’incidente, e nonostante ciò, le vetture, tendono a non rispettare i limiti. Eppure, proprio questa strada, o meglio la zona più sotto, dove sono state realizzate le strisce pedonali, è piena di scuole, asili e ricreatori, luoghi fortemente frequentati soprattutto dai giovanissimi. Ma sappiamo anche che la via si interseca con l’imbocco di uno dei sentieri del Parco del Farneto, luogo dove molte persone passeggiano da sole o in modo collettivo, oppure fanno footing o semplicemente portano il cane a spasso per portare il cane, o i loro bambini al parco.

Strisce pedonali in 3d, perché avrebbero funzionato

Decidere di cancellare quelle strisce pedonali è stato davvero un peccato, avrebbero portato sicuramente i loro frutti per una motivazione visiva dato che, per la loro tridimensionalità, avrebbero avuto più impatto sul guidatore che avrebbe rallentato e data la giusta precedenza a chi doveva attraversare.