Taglio cuneo fiscale 2023, busta paga più ricca e fringe benefit: novità DL e cosa cambia

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02/05/2023

Taglio cuneo fiscale 2023, busta paga più ricca e fringe benefit: novità DL e cosa cambia

Il Decreto Lavoro ha portato con sé tutta una serie di novità fondamentali. Mentre ci prepariamo a dire addio al Reddito di Cittadinanza in favore di nuove misure di sostegno, dovremo accogliere anche altre novità favorevoli. Tra le più interessanti, c’è decisamente quella relativa alla retribuzione e agli aumenti in busta paga. Si parla infatti di un netto taglio al cuneo fiscale.

Il taglio previsto, in particolare, favorirà coloro che contano un reddito annuo pari a 25.000 euro lordi. Buone notizie, comunque, anche per redditi entro i 35.000 euro.

Tuttavia, gli effetti dureranno, secondo il Decreto Lavoro, solamente per un periodo limitato. Ecco tutte le novità in busta paga in arrivo grazie al Decreto e come il taglio al cuneo fiscale impatterà sugli stipendi.

Cuneo fiscale, fino a 100 euro in più in busta paga: ecco per chi

L’ormai celebre Decreto Lavoro discusso in Consiglio dei Ministri il Primo Maggio 2023, in occasione della Festa dei Lavoratori, apporterà delle modifiche alla busta paga. Il taglio del cuneo fiscale, nelle intenzioni del Governo e del MEF, in effetti, è stato apportato per sostenere i lavoratori, ancora alle prese con l’inflazione ed i costi esorbitanti.

Lo anticipiamo subito, ma lo approfondiremo a breve: si tratta di misure che verranno attuate a livello temporaneo, nel senso che avranno durata limitata.


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Tuttavia, entro l’autunno, si prevedono nuovi pacchetti che consentano di mantenere gli aumenti alla busta paga degli italiani.

Tornato al taglio del cuneo fiscale, il Governo ha previsto una riduzione di sette punti totali per chi ha un reddito pari a 25.000 euro. La riduzione scende invece a sei punti percentuali per redditi superiori ai 25.000 euro annui, ma comunque entro i 35.000 euro lordi annui.

Grazie a questi tagli, di fatto, l’aumento in busta coinciderà con circa 80 – 100 euro in più ogni mese per i lavoratori. Ovviamente, a patto che il reddito rientri tra i 35.000 euro, come già detto.

Taglio del cuneo fiscale: quando arriveranno gli interventi sulla busta paga?

Secondo quanto disposto dal Decreto Lavoro e come anticipavamo, non si tratta di misure che saranno stabili nel tempo. Il taglio al cuneo fiscale (e la relativa maggiorazione alla busta paga con introiti entro i 35.000 euro annui) avrà una durata limitata.

Infatti, secondo il nuovo Decreto si potrà contare su tale aumento solamente per sei mesi. Due mesi in meno rispetto a quanto inizialmente preventivato, dunque.

L’aumento arriverà a luglio 2023, e si protrarrà fino al 31 dicembre 2023. Inizialmente, invece, si era auspicato un taglio del cuneo fiscale a partire da maggio e fino alla fine dell’anno corrente.

L’intervento, invece, arriverà solamente a partire dal prossimo luglio 2023.

Cuneo fiscale e busta paga: nuove percentuali e risorse concesse

Per avviare gli interventi appena annunciati, che concederanno una busta paga più ricca ai lavoratori, il Governo ha intenzione di utilizzare i fondi recuperati mediante il DEF 2023.

Per quanto riguarda le nuove percentuali, per i lavoratori cambieranno in questo modo:

  • da 3% al 7% per i lavoratori con guadagno lordo entro i 25.000 euro;
  • al 6% per guadagni lordi annui tra i 25.001 e i 35.000 euro;

Ovviamente, saranno i lavoratori con stipendi più alti a poter beneficiare dei vantaggi maggiori del taglio al cuneo fiscale, trattandosi di cifre concesse in percentuale.


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Nuova soglia per i fringe benefit

Oltre alle modifiche e agli aumenti alla busta paga derivanti dal taglio del cuneo fiscale, il Decreto Lavoro ha apportato nuove modifiche ai cosiddetti fringe benefit.

Si passerà dai 258 euro attualmente previsti a ben 3.000 euro per quanto riguarda la soglia di non imponibilità.

Attenzione però, perché tale nuova soglia riguarderà solamente i lavoratori che hanno figli a loro carico. Si tratta infatti di una delle misure che il Governo ha introdotto per incentivare la natalità e per agevolare i lavoratori con figli.