Ticket sanitario con i LEA, in linea 14 regioni su 16, novità e criticità

Il ministero della Salute ha pubblicato il ‘Monitoraggio dei Lea attraverso la Griglia Lea – 2016″.

Cosa sono i LEA?

Cosa-sono-i-livelli-essenziali-di-assistenza-in-sanità-LEAI Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, attraverso la gratuità o dietro il pagamento di una quota di partecipazione i cosiddetti ticket, oppure con le risorse pubbliche raccolte con le tasse.

LEA furono proposti per la prima volta con un decreto di fine anno ’92 in concomitanza con la nascita delle aziende sanitarie.

Ci sono voluti circa 10 anni per avere un riscontro reale dei LEA.

Ci sono  3 tipologie di prestazioni di assistenza sanitaria garantite dal servizio sanitario nazionale:

  • Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro;
  • Assistenza distrettuale;
  • Assistenza ospedaliera.

Alle suddette 3  tipologie di prestazioni   è inclusa  anche l’assistenza specifica rivolta a particolari tipologie di cittadini: invalidi, soggetti affetti da malattie rare, soggetti affetti da fibrosi cistica, nefropatici, diabetici, malati del Morbo di Hansen e cittadini residenti in Italia autorizzati alle cure all’estero.

Cambiamenti

Con la firma del passato Presidente del Consiglio Gentiloni sono stati introdotti  dopo 17 anni, nel 2017, i nuovi LEA che tutte le regioni devono fornire ai propri assistiti.

Con il decreto quindi sono inserite alcune nuove terapie, altri vaccini e sono state inserite altre 100 nuove malattie rare. Con il nuovo decreto sono stati inseriti nei livelli essenziali di assistenza anche  la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico nonché l’inserimento di altre malattie croniche come la celiachia e la sindrome di Down.

La realtà

Il ministero della salute ha  pubblicato il ‘Monitoraggio dei Lea attraverso la Griglia Lea riferito al  2016. Quindi non con i nuovi parametri. Secondo i parametri del 2016 risultano inadempienti solo due regioni: Calabria e Campania.

La relazione del ministero della Salute analizza anche  il periodo complessivo 2012-2016 dal quale emerge che il numero di regioni “adempienti” è  tendenzialmente in crescita (10 nel 2012, 9 nel 2013, 13 nel 2014, 11 nel 2015, 14 nel 2016).

La regione Veneto è a capo della classifica alla quale fanno compagnia il Piemonte, la Toscana e l’Emilia Romagna.

Liste d’attesa

Un argomento molto caldo nel settore dell’assistenza sanitaria sono le liste d’attesa per le prestazioni. Nonostante sulle prescrizioni vengano specificate le priorità di esecuzione spesso  nella realtà non accade.

La prevenzione per molti casi oltre a rappresentare un’ottima via per il paziente potrebbe anche rappresentare un risparmio per la spesa pubblica ma in alcuni casi come in Puglia le liste di attesa sono un abisso: per effettuare risonanze magnetiche o altri esami strumentali spesso bisogna attendere, se si ha la fortuna di essere ancora vivi, oltre 6 mesi.

Altri che riescono a trovare i fondi si rivolgono ai privati con un notevole costo iniziale per il paziente che spesso per patologie o reddito risulterebbe essere esente dal ticket.

Sarebbe possibile chiedere rimborso accertando che effettivamente le liste d’attesa sono lunghe?

Si ricorda che proprio la Regione Puglia, che non ha neanche un assessore regionale dedicato per volontà del governatore Emiliano che trattiene per se la delega, è stata condannata al risarcimento  per una prestazione non erogata a causa dei lunghi tempi di attesa.

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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