Topi e nutrie alla brace venduti al mercato, ecco dove

Street food a Km 0 ideato da alcune donne nigeriane, topi allo spiedo dal Po nello stomaco d’ignari consumatori.

Arrostivano topi e nutri per rivenderli come alimenti al mercato. Solo l’aiuto del veterinario ha fatto chiarezza su cosa si stava “arrostendo”, per poi rivenderle. Una cosa incredibile fuori dall’immaginabile delle signore nigeriane vendevano degli spiedini che di carne proprio non erano. Dalle analisi dei NAS si è scoperto che gli spiedini non erano composti da carne proveniente dai negozi certificati, ma di topi e nutrie provenienti dalle rive del Po destinate ai consumatori.

Topi e nutrie arrostite destinate alla vendita

La vendita avveniva alla luce del sole, senza intoppi, le signore nigeriane gentilmente avevano organizzato uno “street food a Km0”. Infatti, direttamente dal Po al consumatore finale. Prima arrostivano i topi, nutrie e pesci vari poi le vendevano, sistemate belle pronti da degustare al cartoccio. Il tutto avveniva nei pressi del mercato di Porta Palazzo a Torino. I NAS hanno sequestrato in tutto 10 esemplari, accuratamente distrutti.

La vendita “illegale” nel nostro Paese, avveniva ovviamente senza il ben che minimo documenti. Niente che comprovasse la provenienza dei prodotti utilizzati per la vendita, che prima seguivano un procedimento di essiccazione poi venivano venduti al mercato, a danni di tanti consumatori ignari di cosa realmente stessero mangiando.

La vendita illegale di alimenti non autorizzata mette in ginocchio l’intero mercato, non solo si mina la salute dei consumatori, ma gli alimenti non seguono alcun criterio di conservazione. È bene sapere che la carne, il pesce,  il latte o il pane ecc. venduti per strada rappresentano sono quella parte di abusivismo commerciale che va smantellato. Un pensiero rafforzato dal comandante dei vigili Emiliano Bezzon nell’ultima conferenza stampa sull’abusivismo commerciale.

Cosa è accaduto alle signore che vendevano i topi arrostiti?

Le signore nigeriane oltre a essere denunciate sono state accuratamente multate, dal verbale si legge: “vendita non autorizzata di alimenti”.

Il problema di Porta Palazzo non riguarda solo la mancanza totale di sicurezza alimentare, il riciclaggio dei falsi venduti al mercato è diventata un’emergenza difficile da fronteggiare. Come si legge dalla “Stampa” nel 2017 la polizia è riuscita a sequestrare oltre 7mila oggetti tutti marchi importanti, ovviamente falsi. Nei primi mesi del 2018 il sequestro di materiale illegale registrato si aggira intorno ai 3mila oggetti.

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein