Torna l’ora legale: domenica 29 marzo si spostano le lancette

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26/03/2020

Ritorna l’ora legale la prossima domenica 29 marzo 2020: questo significa mettere un’ora in avanti le lancette, dormire di più e risparmiare sulla luce.

Torna l’ora legale: domenica 29 marzo si spostano le lancette

Diciamo addio all’ora solare e ridiamo il benvenuto all’ora legale: infatti, nella notte tra il 28 ed il 29 marzo bisognerà spostare le lancette di un’ora in avanti. Quindi, se saranno le 2:00 bisognerà spostare la lancetta più piccola, quella delle ore, in avanti sulle 3:00. Con il ritorno dell’ora legale sarà possibile dormire un’ora in più, le giornate si allungheranno maggiormente e si risparmierà anche per i costi della luce, secondo dei precisi calcoli fatti molti anni fa. Ritroveremo, poi, l’ora solare nel prossimo mese di ottobre, per la precione ritorneremo a mettere le lancette indietro di un’ora la prossima domenica 25 ottobre 2020. Su tale sistema di alternanza tra ora solare e ora legale è ancora aperto un dibattito: alcuni vogliono cancellarlo, altri insistono per continuare ad averlo. Cosa accadrà?

L’ora legale ritornerà domenica 29 marzo

Il ritorno dell’ora legale sancisce l’inizio della primavera e ci avvicina all’estate dato che le giornate risulteranno essere più lunghe.

Questo, dall’altra parte, ci permetterà di avere meno bisogno della luce e quindi di risparmiare anche da un punto di vista economico, che in termini precisi equivale al risparmio di ben 900 milioni di euro

Nonostante questo sistema sia presente da molti anni, esistono ancora persone che provano disagi e soffrono di problemi di salute per tale alternanza tra l’ora legale e quella solare.

Sono molti che presentano disturbi tipici del jet lag: ci si sente sempre stanchi, irritabili, non ci si concentra nel modo giusto, si inizia a soffrire di nausea e scarso appetito.


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In tal caso la data del 29 marzo 2020 non è stata scelta in modo causale: una giornata di riposo per molti permetterà a chi soffre tale alternanza di potersi adattare nel modo meno traumatico possibile.

Per quanto rigurda il dibattito concentrato sull’abolizione di tale sistema l’Italia ha deciso di non abolirlo lo scorso novembre a Bruxelles.

Infine, è però possibile che lo scenario cambi e che per la maggior parte delle persone costrette alla quarantena si possa iniziare ad adattarsi e non avere più quei fastidiosi sintomi.

 

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