Magma sotto l’Appennino, rischio di forti terremoti: ecco cosa sta succedendo

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10/09/2018

E’ stato trovato del magma al di sotto dell’Appennino Meridionale. Ecco quali sono i rischi: nuovi terremoti e la formazione di una struttura vulcanica.

Magma sotto l’Appennino, rischio di forti terremoti: ecco cosa sta succedendo

È stato trovato del magma sotto l’Appennino meridionale. Scatta l’allarme: siamo, infatti, a grande rischio di forti terremoti. Inizialmente si parlava di rischio terremoto nell’Appennino meridionale, ma sembra che la situazione sia molto più grave del previsto.

Ecco cosa sta succedendo sotto l’Appennino meridionale

È stato realizzato uno studio dall’INGV e dall’Università di Perugia che conferma la pericolosità sotto l’Appennino meridionale. Lo studio è stato pubblicato su “Science Advances” in un articolo dal titolo “Sismic signature of active intrusions in mountain chains.

rischio terremoto sotto l'Appennino meridionaleLa realizzazione dello studio è stata possibile grazie a Francesca Di Luccio, geofisico INGV che spiega meglio la situazione. Ecco cosa ha  dichiarato: “Le catene montuose sono generalmente caratterizzate da terremoti riconducibili all’attivazione di faglie che si muovono in risposta a sforzi tettonici, tuttavia, studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel dicembre 2013-2014 nell’area del Sannio-Matese con magnitudo massima 5, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 km di profondità. Un’anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza (tra 10 e 25 km), rispetto a quella più superficiale dell’area (< 10-15 km), ma anche alle forme d’onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche

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È stato, inoltre, dimostrato che i gas che vengono emanati dall’intrusione di magma contengono anidride carbonica. Ma cosa comporta tutto ciò? Fenomeni simili possono generare fortissimi terremoti, con magnitudo molto più alta rispetto a quelli registrati fino ad ora. Giovanni Chiodini, geochimico dell’INGV, spiega che c’è il rischio di formazione di una struttura vulcanica, se il magma continuerà ad accumularsi nella crosta.

I ricercatori hanno ottenuto ottimi risultati grazie ai nuovi meccanismi, che permettono di studiare l’evoluzione della crosta terrestre. Allo stesso tempo, però, è possibile capire quanto siamo a rischio, per quanto riguarda i fortissimi terremoti in arrivo.